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La cultura è una scalata al cielo

Lodo Guenzi nello studio virtuale Rai (ANSA)

 (ansa)
Multischermo / Su Rai2 a tarda sera il mercoledì il programma di Lodo Guenzi
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Il titolo è sottilmente citazionista, Tutto quanto fa cultura, e richiama il leggendario Odeon. Che era: Tutto quanto fa spettacolo. Sottilmente nemmeno tanto, visto che un filmato tratto da Odeon sbuca all’improvviso. Sottile lo è decisamente Lodo Guenzi, conduttore timido di suo, e piace per quello, quando dà il via a questa nuova avventura – su Rai2 il mercoledì in tardissima serata, anzi notte – e spiega che si parlerà soprattutto di cose, eventi, temi, spettacoli, film, tutto per invogliare il pubblico a uscire di casa. Anzi, aggiunge Lodo, se quindi per caso uscite invece di guardare noi, siamo contenti comunque. Il primo, e probabilmente l’unico, che quasi mezzo secolo fa apriva il suo programma invitando tutti a passare la domenica pomeriggio lontano dalla tv, preferibilmente impegnandosi in attività ricreative di grande soddisfazione, era stato Renzo Arbore all’Altra Domenica. E Arbore appare, in una rievocazione di sostanza, nella seconda puntata. Nel programma finora sono s…

Il titolo è sottilmente citazionista, Tutto quanto fa cultura, e richiama il leggendario Odeon. Che era: Tutto quanto fa spettacolo. Sottilmente nemmeno tanto, visto che un filmato tratto da Odeon sbuca all’improvviso. Sottile lo è decisamente Lodo Guenzi, conduttore timido di suo, e piace per quello, quando dà il via a questa nuova avventura – su Rai2 il mercoledì in tardissima serata, anzi notte – e spiega che si parlerà soprattutto di cose, eventi, temi, spettacoli, film, tutto per invogliare il pubblico a uscire di casa. Anzi, aggiunge Lodo, se quindi per caso uscite invece di guardare noi, siamo contenti comunque. Il primo, e probabilmente l’unico, che quasi mezzo secolo fa apriva il suo programma invitando tutti a passare la domenica pomeriggio lontano dalla tv, preferibilmente impegnandosi in attività ricreative di grande soddisfazione, era stato Renzo Arbore all’Altra Domenica. E Arbore appare, in una rievocazione di sostanza, nella seconda puntata. Nel programma finora sono sfilati omaggi a Raffaella Carrà e a Peter Brooks, a Terry Gillian e ai Ramones, come in quelle contaminazioni da vecchi tempi. E l’intento è una contaminazione sì, ma temporale, di metodo e di aggiornamento dei temi. Guenzi è attorniato da una piccola squadra di esperti e inviati ma la funzione decisiva è la sua, come punto di passaggio tra ieri e oggi, libero di dire che non conosceva gli esordi cinematografici della Carrà (Frank Sinatra!) ma contento di aver colmato la lacuna. Tutto quanto fa cultura è una scalata al cielo, coltivando l’ipotesi che tutto possa diventare invece naturale. E invece di suturare con iniezioni di vip - chissà la gioia di questi – programmi senza la minima rilevanza, forse in Rai dovrebbero pensare a dare tutto l’aiuto possibile a tentativi come questo. Per vantarsene anche al bar con gli amici, invece di passare l’esistenza a smentire i flop.

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“Mentre sta facendo una tranquilla passeggiata nel bosco Vanessa perde l’orientamento e scopre che in quella zona non c’è campo e non si può telefonare”. (Riassunto, oltremodo avvincente, di un episodio della soap Tempesta d’amore, Rete4).

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