Alba Parietti: “Certo che uso i filtri sui social: non mi piace invecchiare”
di Andrea PascoliNon sono una signora affermava il titolo del suo ultimo programma televisivo, e Alba Parietti ha voluto confermarlo identificandosi in una vera belva: ospite - con Isabella Ferrari e Melissa Satta – dell’ultima puntata dell’apprezzato talk di Francesca Fagnani, infatti, la conduttrice, opinionista e “coscia lunga della sinistra” ha ripercorso la sua carriera e alcuni aspetti del suo privato. A cominciare proprio dal suo prorompente e caratteristico aspetto fisico: “A me piace piacere” ha confessato, “Mi piace che il mio culo sia piaciuto a tutti gli italiani. Ma che male faccio? E per di più senza aver fatto nulla”.
Un tema ricorrente del programma quello della chirurgia estetica, che, dopo il diniego di Patty Pravo e la candida ammissione di Ivana Spagna, è stato proposto anche a Parietti: “Il culo di sicuro no” ha specificato elencando i suoi interventi, “Il seno l’ho detto mille volte, ho fatto un seno e poi ho rifatto l’altro, poi vabbè la bocca”. “Si è accorta di qualche cambiamento?” ha poi chiesto a Fagnani, specificando come “Le cose basta farle bene. Ma non voglio dare certezze. Dicono che non bisogna mai ammettere niente”. Ma dove non arrivano i ritocchini ecco subentrare i filtri social, particolarmente apprezzati da Parietti che, sul suo profilo Instagram, ne fa un discreto uso. Senza tuttavia rinnegare nulla e soprassedendo alle critiche ricevute: “Ma si filtrino anche loro” l’invito rivolto agli hater “Il dito mi parte, e succede. Mi trovo così Barbie da vecchia, perché rinunciare? Invecchiare non mi piace”.
Una lunga parabola professionale, la sua, dallo “sgabello sexy” di Galagoal a programmi quali il Festival di Sanremo, Domenica in, Striscia la notizia, Mai dire gol e L’isola dei famosi, che in quattro decenni l’hanno fatta diventare uno dei volti più noti e amati del piccolo schermo. Un “picco Parietti” che non accenna a volersi fermare: “Non lo dico io, lo dice il fatto che continuo a lavorare dopo quarant’anni”.
Ma non solo televisione, anche letteratura con all’attivo tre romanzi, una produzione discografica e pure cinema con la partecipazione a commedie come Italian boys di Umberto Smaila, Sapore di mare di Carlo Vanzina o il discusso Il macellaio di Aurelio Grimaldi. Un titolo, quest’ultimo, che a distanza di venticinque anni continua a far parlare: “C’è qualcuno che non ha visto Il macellaio?” l’ironico quesito della protagonista “Lo danno più de La passione di Cristo. Un flop? Il pubblico si aspettava qualcosa di quasi porno, invece è un film erotico ma d’autore”. E su quei famosi diciassette minuti di amplesso specifica: “C’era la pelle di daino, la patata non si vede”.