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Augias racconta i geni della musica: “Capire il loro linguaggio aumenta la felicità dell’ascolto”

ANSA (ansa)
Dal 27 ottobre la nuova serie di podcast in venti puntate con il maestro Aurelio Canonici al pianoforte
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Che vita hanno vissuto Mozart, Verdi, Beethoven? Com’era il mondo che li circondava? Quale segno hanno lasciato? E qual è il segreto della loro arte? Con la voce di Corrado Augias e le note del maestro Aurelio Canonici al pianoforte, da venerdì 27 ottobre arriva su Repubblica, OnePodcast e tutte le principali piattaforme (Spotify, Apple Podcasts e Amazon Music), la nuova serie di podcast — in venti puntate — sui geni della musica. Realizzato in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, I geni della musica – che ogni venerdì propone una nuova puntata – è una guida ragionata all’ascolto di capolavori «per scoprire» spiega Augias «con quale linguaggio è stata scritta la musica. Perché capire il linguaggio aumenta la felicità dell’ascolto».

Si comincia con otto puntate dedicate a Ludwig van Beethoven e alle sue più importanti Sinfonie, a partire dalla n.3, detta Eroica. Si proseguirà poi con Cajkovskij, Moz…

Che vita hanno vissuto Mozart, Verdi, Beethoven? Com’era il mondo che li circondava? Quale segno hanno lasciato? E qual è il segreto della loro arte? Con la voce di Corrado Augias e le note del maestro Aurelio Canonici al pianoforte, da venerdì 27 ottobre arriva su Repubblica, OnePodcast e tutte le principali piattaforme (Spotify, Apple Podcasts e Amazon Music), la nuova serie di podcast — in venti puntate — sui geni della musica. Realizzato in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, I geni della musica – che ogni venerdì propone una nuova puntata – è una guida ragionata all’ascolto di capolavori «per scoprire» spiega Augias «con quale linguaggio è stata scritta la musica. Perché capire il linguaggio aumenta la felicità dell’ascolto».

Si comincia con otto puntate dedicate a Ludwig van Beethoven e alle sue più importanti Sinfonie, a partire dalla n.3, detta Eroica. Si proseguirà poi con Cajkovskij, Mozart, Verdi e Puccini. Per Augias, che ha condotto su Rai 3 La gioia della musica, un altro viaggio affascinante.

«Un appuntamento di questo tipo» spiega il giornalista «ha un doppio scopo. Da una parte il podcast offre intrattenimento, musica bellissima, dall’altra, siccome le esecuzioni sono precedute dalle spiegazioni del maestro Canonici, si ascolta meglio il brano: chi non è esperto, riesce con difficoltà a capire che la musica è una lingua. Se senti parlare cinese puoi apprezzare il ritmo, il suono, la cantilena ma non capisci. Succede lo stesso per la musica, se non sai come è costruita una sinfonia puoi ascoltare anche le note senza capire che lingua stia parlando. Visto che nelle scuole, a parte i conservatori e i licei musicali, la musica non si insegna, resti sulla soglia. Noi vogliamo far fare un passo o due oltre quella soglia».

Augias racconta che fin da ragazzo il compositore preferito è stato Beethoven «per ragioni musicali, certo, ma anche per il tempo: Beethoven è legato a un’epoca in cui l’Europa pareva che stesse cambiando faccia grazie all’impetuosa azione di Napoleone; ha rappresentato il risveglio del Paese dopo essere diventata la terra dei morti». Grande divulgatore in tv, spiega che «fare il podcast con Canonici è stato facile. Tra noi c’è grande complicità: lanciavo una provocazione o uno stimolo e lui li trasformava sulla tastiera».

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