Il caso Mattei, un thriller tutto italiano
di Antonio DipollinaIl titolo è un filo romantico (Enrico Mattei. Ribelle per amore) ma il documentario che passa oggi in prima serata su Rai 3 ha il rigore e la passione di racconto necessari al personaggio. Che si stacca nettamente da qualsiasi altra figura di imprenditore della storia italiana del dopoguerra, con contorni che giustificano parecchie iperboli. Il doc, ideato e scritto da Angelo Bozzolini, fa parte in qualche modo di una serie di testimonianze su storie e personaggi da rievocare ancora, prima che lo scorrere del tempo assegni queste vicende a una sorta di nicchia storica e antica – ma l’eventuale spettatore giovane e curioso ne uscirà soddisfatto, forse anche sbigottito.
Era 61 anni fa oggi, il piccolo aereo su cui viaggiava il presidente dell’Eni si riduceva in briciole su un campo di Bescapè, nel pavese. La storia è parecchio nota, la risoluzione altrettanto – c'è anche il giudice di allora che dice “So chi è stato ma non ho le prove”.
Il titolo è un filo romantico (Enrico Mattei. Ribelle per amore) ma il documentario che passa oggi in prima serata su Rai 3 ha il rigore e la passione di racconto necessari al personaggio. Che si stacca nettamente da qualsiasi altra figura di imprenditore della storia italiana del dopoguerra, con contorni che giustificano parecchie iperboli. Il doc, ideato e scritto da Angelo Bozzolini, fa parte in qualche modo di una serie di testimonianze su storie e personaggi da rievocare ancora, prima che lo scorrere del tempo assegni queste vicende a una sorta di nicchia storica e antica – ma l’eventuale spettatore giovane e curioso ne uscirà soddisfatto, forse anche sbigottito.
Era 61 anni fa oggi, il piccolo aereo su cui viaggiava il presidente dell’Eni si riduceva in briciole su un campo di Bescapè, nel pavese. La storia è parecchio nota, la risoluzione altrettanto – c'è anche il giudice di allora che dice “So chi è stato ma non ho le prove”.
Il viluppo che si stringe intorno all’uomo dell’energia pubblica, l’insistenza benefica con cui il doc traccia il quadro fatto di Sette Sorelle (sette di numero, ma anche nell’altro senso, volendo) di americani odiatori dell’italiano rompitasche, la politica border-tutto e così via: tutto è presentato con gusto del racconto, e con un robusto punto di vista.
Esperti, storici, cronisti contribuiscono alla costruzione di una storia, che ha anche – eccome – parti thriller e noir, da perfetto cold case. L’esperienza e una certa qual capacità nel raccontare davanti a una telecamera, fanno emergere gli interventi di Giovanni Minoli, autore a suo tempo di uno speciale Mixer sul tema con passaggi che vengono riproposti a più riprese.
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C’è anche Crosetto, ministro della Difesa. Non riesce a resistere, e alla fine dichiara che la nuova strategia di Giorgia Meloni relativa all’Africa del nord e all’approvvigionamento energetico sta convincendo sempre più paesi al mondo. Sarà vero, per carità: ma a elencare tutte le volte che un esponente di FdI ultimamente dice che Giorgia sulle più svariate questioni sta convincendo gli altri paesi, come minimo tra un po’ ce la ritroviamo Imperatrice del pianeta.