‘The Bosch: Legacy’, l’irresistibile eredità del detective
di Antonio DipollinaQuelli di Bosch, a partire dall’autore originario dei romanzi, Michael Connelly, hanno idee precise su quanto una serie tv a largo intrattenimento planetario e su schemi crime classici non debba montarsi la testa, mai. Magari andando a cercare snodi sorprendenti quanto balordi, magari solo per il gusto di stupire. E così questa seconda stagione di The Bosch: Legacy (ovvero: L’eredità) appena arrivata per intero su Prime Video bada soprattutto a recuperare tutto quello a cui ci si era affezionati.
Accanto al protagonista, interpretato da Titus Welliver (ricordarlo in Lost significa denunciare pubblicamente la propria senescenza, e con un certo orgoglio) torna così il partner nero, che a occhio era andato via in cerca di gloria: e trovano robusta collocazione anche i…
Quelli di Bosch, a partire dall’autore originario dei romanzi, Michael Connelly, hanno idee precise su quanto una serie tv a largo intrattenimento planetario e su schemi crime classici non debba montarsi la testa, mai. Magari andando a cercare snodi sorprendenti quanto balordi, magari solo per il gusto di stupire. E così questa seconda stagione di The Bosch: Legacy (ovvero: L’eredità) appena arrivata per intero su Prime Video bada soprattutto a recuperare tutto quello a cui ci si era affezionati.
Accanto al protagonista, interpretato da Titus Welliver (ricordarlo in Lost significa denunciare pubblicamente la propria senescenza, e con un certo orgoglio) torna così il partner nero, che a occhio era andato via in cerca di gloria: e trovano robusta collocazione anche i due detectives in pensione, detti Stanlio e Ollio per questioni fisiche, che da soli meriterebbero una serie a parte. A quel punto meglio non procedere in maniera scriteriata anche e soprattutto sulla trama: anzi, la partenza (la figlia di Bosch, giovane poliziotta sulle sue orme, rapita da un maniaco e imprigionata alla maniera di mille occasioni precedenti) chiama lo spettatore – che magari ha iniziato a leggere Connelly decine di anni fa – a una complicità senza pretese eccessive.
Il punto, in questa sorta di coazione a ripetere che richiama anche molti telefilm crime del passato, è che basta lasciar scorrere le cose in maniera naturale e tutti saranno contenti. Anche perché gli ingredienti sono perfetti, tutto è realizzato da professionisti veri: e alla fine è come sentirsi parte di un club speciale, magari non proprio di emergenti ma nel quale ci si riconosce subito. The Bosch: Legacy chiude con questa seconda stagione, Titus è invecchiato e appesantito il giusto, ma figuriamoci se non esisterà un modo, un’altra volta impeccabile, per andare avanti, chissà.
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Stasera torna su Tv8 la Gialappa’s, il consiglio è quello di non perdere per alcun motivo il nuovo episodio di Sensualità a corte. Marcello Cesena, Simona Garbarino e soci sono in una forma leggendaria.