Ironia della morte, Taffo: la serie sulla famiglia che ha lanciato un fenomeno social
di Giovanni Gagliardi“Io del giornale leggo sempre i necrologi e i cinema. Se è morto qualcuno che conosco vado al funerale. Se no vado al cinema”, diceva il grande umorista Marcello Marchesi. E la famiglia Taffo, o meglio, la Taffo Funeral Services ha pensato di spingersi ancora più avanti, portando se stessa e i funerali in tv. E, ovviamente, i suoi slogan scorretti come "Per pagare e morire c'è sempre tempo”, ”Cosa vuoi di più oltre la vita?”, “Siamo un’agenzia con le pale” o “Il cancro è un dono solo per Taffo, ma perfino noi preferiremmo non ricevere questi regali di merda”, solo per citarne alcuni. La lista è lunga.
Six feet under de’ noantri
Alla business family di pompe funebri, famosa per le sue pubblicità e le sue campagne social dissacranti e all'insegna del black humor, sempre legate all’attualità del momento, è dedicata una Six feet under alla romana, ovvero la docuserie Questa cassa non è un albergo, che andrà in onda il 2 novembre (e quando se no?) alle 21.15 su Real Time. La serie è in tr…
“Io del giornale leggo sempre i necrologi e i cinema. Se è morto qualcuno che conosco vado al funerale. Se no vado al cinema”, diceva il grande umorista Marcello Marchesi. E la famiglia Taffo, o meglio, la Taffo Funeral Services ha pensato di spingersi ancora più avanti, portando se stessa e i funerali in tv. E, ovviamente, i suoi slogan scorretti come "Per pagare e morire c'è sempre tempo”, ”Cosa vuoi di più oltre la vita?”, “Siamo un’agenzia con le pale” o “Il cancro è un dono solo per Taffo, ma perfino noi preferiremmo non ricevere questi regali di merda”, solo per citarne alcuni. La lista è lunga.
Six feet under de’ noantri
Alla business family di pompe funebri, famosa per le sue pubblicità e le sue campagne social dissacranti e all'insegna del black humor, sempre legate all’attualità del momento, è dedicata una Six feet under alla romana, ovvero la docuserie Questa cassa non è un albergo, che andrà in onda il 2 novembre (e quando se no?) alle 21.15 su Real Time. La serie è in tre puntate per la prima stagione.
Protagonista della docuserie è l'intera famiglia Taffo, che si presenta subito in stile Addams, uscendo dalle bare nella sigla iniziale, sulle note di Magari muori di Romina Falconi, un brano - e un video - pubblicato nel 2019 proprio in collaborazione con la Taffo family.
Se al mio funerale vedo qualcuno con il muso lungo, non gli parlerò mai più.
(Nota lasciata dal comico Stan Laurel)
L’imperatore
Tra chiamate nel cuore della notte, decisioni difficili e accese discussioni, tutti sono coinvolti nell'impresa di famiglia, a partire dal capostipite Luciano Taffo, classe 1959, originario del piccolo comune aquilano di Poggio Picenze, ma perfettamente inserito nel contesto romano: "C’è chi mi chiama boss, chi imperatore, chi faraone", dice, ma lui si definisce un imprenditore che opera nel settore funebre da oltre 45 anni, con più di 100mila funerali all'attivo e un fatturato che, secondo Forbes.it, nel 2019 è stato di 5,54 milioni di euro, con un crescita del 20 per cento rispetto all’anno precedente e un modello di franchising analizzato nelle tesi di laurea di Economia e commercio.
Luciano Taffo: "Nella mia vita ho portato a termine non meno di 100mila servizi funebri"
L'odore del legno
Luciano si descrive come un idealista che col suo lavoro dona serenità alle famiglie addolorate da un lutto. E ama l’odore del legno delle bare, che lo riporta ai profumi della bottega del nonno Giuseppe che intagliava i cofani destinati alle sepolture e le urne cinerarie. "Vengo da una famiglia di ebanisti - spiega - e quindi so il legno da dove viene, come viene selezionato e come viene impostato per la costruzione della bara stessa. Sono legni profumati che emanano un odore particolare. Mi ci avvicino perché in quel momento ricordo la storia della mia vita".
“Dovevo andare a un funerale e fu un vero casino. Era la terza volta che lo rinviavano. La prima volta mancava la bara. La seconda volta pioveva. La terza non poteva lui”
(Gene Gnocchi)
Servizi esclusivi
A lui si deve l’ideazione di alcuni servizi esclusivi, come la certificazione della cremazione e la diamantificazione delle ceneri, fino alla rateizzazione del pagamento del funerale o al punto di ascolto psicologico, per permettere alle persone di metabolizzare il lutto. E non è tutto: Luciano ha ancora sogni da realizzare, come quello di creare a Roma la prima funeral home, la casa funeraria.
Togliere la sofferenza
"Un posto dove è possibile dare ospitalità alle persone che vengono a visitare i defunti - spiega Luciano - dove possono ospitarli magari non dentro casa, dove si trovano in difficoltà per giorni. Persone che vengono più per impicciarsi di quello che hai dentro casa che non per il defunto stesso - dice con enfasi - E poi la notte, quando ciai il morto dentro casa non sai dove dormire, come metterti e diventa uno strazio... Immaginate quanta sofferenza andremo a togliere a queste persone".
"L’orrendo della morte è il suo cerimoniale. Quanto più bello sarebbe andarsene al cimitero da soli, a piedi”
(Alessandro Morandotti)
"Mortacci sua"
Ma Luciano è anche un sanguigno, che crede nel suo lavoro. Ed è un grande perfezionista. E così, quando nel corso della prima puntata, mentre sta ispezionando l’enorme capannone della sua azienda stracolmo di bare, scopre che qualcosa non è andato per il verso giusto, erompe in un suggestivo (e romanissimo) "ma li mortacci sua, questo s'è scordato er drappo qua...", a cui segue una sonora lavata di testa telefonica al dipendente distratto.
"Ridere per morire più vivi possibile”
(Anonimo)
La minigonna
Il drappo in questione è la cosiddetta "minigonna": "Un manufatto in velluto e viene messo alla base della bara, che una volta montato per coprire il carrello o i cavalletti che ci sono sotto, dà un valore aggiunto alla bara stessa". Insomma, nulla è lasciato al caso.
Il pacificatore
E qui entra in scena un altro componente della famiglia, Sandro Purificati, il suocero dei due figli di Luciano, Alessandro e Daniele: i due fratelli sono, infatti, sposati con due sorelle. Gioviale ed estroverso, Sandro è il responsabile dell’area operativa dell’azienda, ma tra i tanti compiti che lui svolge quotidianamente ce n’è uno fondamentale: stemperare le ansie e le ire di Luciano.
E così, Sandro convince il boss a salire sulla sua moto e insieme vanno a consegnare la "minigonna". Perché il funerale deve essere perfetto e avviene "una volta sola, non ci sono repliche".
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“Presenziare al proprio funerale e scoprire che tutti segretamente ti amavano e ti adoravano dovrebbe dare grande soddisfazione"
(Chuck Palahniuk)
Il resto della famiglia
Poi c'è la moglie Luana Aloisi, che gestisce Taffo Pet per la cremazione degli animali da compagnia. Empatica ed affettuosa, ha le giuste qualità per trattare quotidianamente con persone che hanno appena perduto un animale domestico.
E, come detto, i figli, Daniele e Alessandro, che si occupano di amministrazione e comunicazione. E tanto il primo è cauto e misurato e in ansia per i conti dell'azienda e il calo di mortalità - accade anche questo - quanto il secondo è entusiasta, dinamico e trasgressivo.
Ironia della morte
È proprio Alessandro ad aver dato vita alle campagne social (219mila i follower su Instagram) e alle pubblicità “scorrette”, che da quando Riccardo Pirrone, nel 2016 è diventato Social Media Manager del gruppo hanno avuto un successo incredibile (nel bene e nel male) al punto di essere diventate un caso nazionale a cui lo stesso Pirrone ha dedicato il libro Taffo, ironia della morte. Riderne è l’unico modo per uscirne vivi.
“Chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire”
(Giacomo Leopardi, ‘Zibaldone di pensieri’)
Alessandro Taffo: "Sono il creativo della strutturai"
Cinismo e professionalità
Ma attenzione: se la comunicazione dell’azienda Taffo ha un tono così marcatamente provocatorio, quasi al limite del cinismo, nella gestione della loro azienda e nel contatto quotidiano con le persone che hanno appena perso un affetto, i Taffo sono estremamente attenti a non valicare il limite.
"Alcune scene abbiamo dovuto ricostruirle fedelmente", spiega la produttrice di Pesci Combattenti Cristiana Mastropietro, sottolineando, però, che nessuna scena è stata girata durante un funerale "perché sarebbe stato indelicato, ma posso assicurare che tutto quello che vedrete è veramente accaduto, lo preciseremo anche nel montaggio”.
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I guai giudiziari
In tutto questo, ovviamente, non si fa nessun riferimento né alle ombre giudiziarie né alle polemiche che hanno coinvolto la famiglia per gli appalti Ama, l’azienda comunale che gestisce raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti a Roma e che ha la gestione dei cimiteri capitolini. Ma questa è un'altra storia.
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"Mio nonno era un uomo molto insignificante. Al suo funerale il carro funebre seguiva le altre auto”
(Woody Allen)
Un business in espansione
In questa serie si parla di un'impresa che opera in un settore molto particolare ma che, grazie al suo successo, è riuscita - partendo da un paesino abruzzese di mille anime - ad avere 20 sedi in Italia e sei a Roma. Con un propria linea di merchandising con il loro logo e le frasi delle loro campagne. Un catalogo che comprende felpe, giochi da tavolo, plaid, tazze, borse e teli da mare con colori che vanno dall'azzurro aldilà al rosso cremazione.
Le partnership
Tutto questo è arrivato a catturare l'attenzione anche di importanti brand come Layla Cosmetics: insieme hanno creato un mascara venduto in una confezione a forma di bara con incisa la frase “potrebbe essere l’ultimo che proverai”.