‘Reazione a catena’. Lessico oggi, meglio pensare a divertirsi
di Antonio DipollinaSiamo a Reazione a catena e il gioco prevede di indovinare una parola misteriosa, che sarebbe “vuoto”. Il concorrente, un trentenne assai sveglio e che fa parte di una squadra di tre, tutti vispi e arrivati al gioco finale, ha due indizi a disposizione. Una delle due parole è “pneumatico”. Il concorrente appare incerto, ma alla fine lo dice: “Vuoto”. Applausi e arriva il momento di spiegare come ci si è arrivati: il concorrente (trentenne, sveglio, vispo etc) dice che è stata un’intuizione e che si è buttato, ma non saprebbe proprio abbinare “vuoto” a “pneumatico”.
Il conduttore Marco Liorni riesce a mascherare la sorpresa — e anche un minimo di desolazione. È uno di molti casi simili capitati quest’anno nella inestinguibile edizione di Reazione a …
Siamo a Reazione a catena e il gioco prevede di indovinare una parola misteriosa, che sarebbe “vuoto”. Il concorrente, un trentenne assai sveglio e che fa parte di una squadra di tre, tutti vispi e arrivati al gioco finale, ha due indizi a disposizione. Una delle due parole è “pneumatico”. Il concorrente appare incerto, ma alla fine lo dice: “Vuoto”. Applausi e arriva il momento di spiegare come ci si è arrivati: il concorrente (trentenne, sveglio, vispo etc) dice che è stata un’intuizione e che si è buttato, ma non saprebbe proprio abbinare “vuoto” a “pneumatico”.
Il conduttore Marco Liorni riesce a mascherare la sorpresa — e anche un minimo di desolazione. È uno di molti casi simili capitati quest’anno nella inestinguibile edizione di Reazione a catena, nel preserale di Rai 1: l’impressione è che stia andando in onda ininterrottamente dagli anni Cinquanta, ma gli ascolti sono sempre molto alti e il gradimento idem. Il caso di cui sopra ne evidenzia una volta di più la qualifica di laboratorio prezioso tra vecchio e nuovo, rendendo però sempre molto difficile la costruzione del gioco medesimo. In sintesi: un gioco così è concepito per gente molto adulta, ma in tv rende meglio gente molto giovane. A quel punto gli schemi sono quelli classici: ma poi arriva il giovane che sa rispondere a molte domande, è abile negli snodi del gioco, è alfabetizzato il giusto, e però non ha mai sentito, né letto, né incrociato l’espressione “vuoto pneumatico”. Come diavolo è possibile? Materia per esperti di lessico ed evoluzione del medesimo, qui ci si accontenta di giocare e divertirsi un minimo.
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Reazione a catena viene prolungata di continuo. In ballo c’è il ritorno de L’eredità, si dice a gennaio, affidata a Pino Insegno, che ci tiene un sacco. Girano voci incontrollate, si dice che in produzione stiano cercando una soluzione, visto che Insegno col Mercante è ormai quasi fisso sotto il 2%. Ma se si dovesse annunciare che non se ne fa più niente, la cosa assumerebbe un rilievo politico-istituzionale da paura. A occhio, ci sarà da divertirsi, anche senza comici russi.