‘Una giornata particolare’, Aldo Cazzullo e il ponte sulle sponde della Storia
di Antonio DipollinaL’idea alla base è di quelle che consentono parecchio. Una giornata particolare, citazione di enorme film a parte, permette ad Aldo Cazzullo di stendere un calendario immenso della storia del mondo e appuntare poi una spilla dentro date precise. Passate alla Storia perché quanto accaduto quel giorno ha sagomato il futuro, cambiandolo.
Con questo orizzonte si può ovviamente viaggiare in lungo e in largo: stasera su La7 Cazzullo si occupa — in una puntata densissima e molto lavorata, prendendosi tutte le libertà del caso e i punti di fuga che consentono di miscelare Storia, arte, percorso di religioni e così via — della battaglia di Ponte Milvio: il salto è al 28 ottobre del 312 d.C., Costantino e l’altro imperatore da battere, Massenzio, una croce come propellente e il corso della Storia che cambia, per sempre.
Quello che convince è soprattutto il tono di Cazzullo nel cercare di dipanare una materia complessa e, rari rep…
L’idea alla base è di quelle che consentono parecchio. Una giornata particolare, citazione di enorme film a parte, permette ad Aldo Cazzullo di stendere un calendario immenso della storia del mondo e appuntare poi una spilla dentro date precise. Passate alla Storia perché quanto accaduto quel giorno ha sagomato il futuro, cambiandolo.
Con questo orizzonte si può ovviamente viaggiare in lungo e in largo: stasera su La7 Cazzullo si occupa — in una puntata densissima e molto lavorata, prendendosi tutte le libertà del caso e i punti di fuga che consentono di miscelare Storia, arte, percorso di religioni e così via — della battaglia di Ponte Milvio: il salto è al 28 ottobre del 312 d.C., Costantino e l’altro imperatore da battere, Massenzio, una croce come propellente e il corso della Storia che cambia, per sempre.
Quello che convince è soprattutto il tono di Cazzullo nel cercare di dipanare una materia complessa e, rari reperti a parte, priva di documentazione reale: per cui diventano decisivi richiami e rimandi, diventa essenziale Piero della Francesca e, purché sia solo per alleggerire un attimo come fa un professore durante una lezione impegnativa, non guastano piccoli jokes del presente, dalla citazione — siamo pur sempre a Ponte Milvio — dei lucchetti escogitati da Federico Moccia (quanti amori relativi avranno resistito nel tempo?) a padre Pizzaballa “parente di quello delle figurine”.
Il tono in questione è quello di chi, per fortuna, non ha fisime televisive incorporate — come tutti quelli che bazzicano gli studi tv — ma è solo convinto della forza narrativa e del fascino che si sprigiona dai mille intrecci del racconto. È un approccio certamente inusuale, particolare come le giornate protagoniste di ogni puntata.
***
Se si parla di momenti tv in grado di dare un segno critico sull’operato del governo, niente vale come il mix espresso l’altra sera da Blob: Giorgia Meloni che spiega la futura riforma, con tanto di cittadino elettore che si esprime direttamente, alternata alla scena di Carlo Verdone-Pasquale Amitrano al seggio elettorale. Quella che inizia con: “Sapete che vi dico?”.