✕

Augias e l’addio alla Rai, il dg Rossi: “La sua decisione dettata anche da scelte economiche”

Ascolta l'audio

La polemica dopo la scelta del conduttore di passare a La7
1 minuti di lettura

Corrado Augias approda a La7 e provoca malumori in una Rai alle prese con una inesorabile fuga del pubblico. L’addio brucia, il direttore generale della Rai, Giampaolo Rossi, durante un’audizione in Parlamento dei vertici di Viale Mazzini, usa toni sarcastici. «Dispiace molto che Augias abbia deciso di trasferirsi su La7. Ma nella storia della Rai ce ne sono stati molti di addii, a partire da quello di Pippo Baudo. E se la Rai è sopravvissuta all’addio di Baudo sopravviverà anche a quello di Augias».

Poi aggiunge: «Dispiace che decisioni come questa, che sono state spesso dettate da scelte personali e anche economiche, siano state accompagnate da commenti spesso ideologici».

Il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia) rincara la dose: «Leggo in un’intervist…

Corrado Augias approda a La7 e provoca malumori in una Rai alle prese con una inesorabile fuga del pubblico. L’addio brucia, il direttore generale della Rai, Giampaolo Rossi, durante un’audizione in Parlamento dei vertici di Viale Mazzini, usa toni sarcastici. «Dispiace molto che Augias abbia deciso di trasferirsi su La7. Ma nella storia della Rai ce ne sono stati molti di addii, a partire da quello di Pippo Baudo. E se la Rai è sopravvissuta all’addio di Baudo sopravviverà anche a quello di Augias».

Poi aggiunge: «Dispiace che decisioni come questa, che sono state spesso dettate da scelte personali e anche economiche, siano state accompagnate da commenti spesso ideologici».

Il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia) rincara la dose: «Leggo in un’intervista giudizi sprezzanti di Augias sul nuovo governo, dipinto sostanzialmente come una sorta di accolita di selvaggi».

Ricorda l’interrogazione parlamentare presentata per una vicenda di spionaggio a favore dell’allora Cecoslovacchia; le accuse di aver copiato parti di libri altrui (chiarite da Augias), il premio Grinzane Cavour «dove avrebbe elargito soldi in nero ad alcuni partecipanti». E ironizza: «Il fatto che sua figlia, che conosco e apprezzo, sia una giornalista Rai di punta non è dovuto al fatto che si chiami Augias e che sia sua figlia. Ma certamente ai meriti culturali che geneticamente si saranno trasmessi».

FOTOGRAMMA (fotogramma)

Augias ha scritto che «un governo che sul piano generale s’è dimostrato approssimativo e incompetente ha prodotto il massimo d’efficienza nella progressiva distruzione della Radiotelevisione Italiana. Ho visto negli ultimi mesi dilettantismo, scelte improvvide, la presunzione che una pedina valga l’altra». Vista la corsa a rimediare gli errori, tutto vero: a partire dall’Eredità, quiz traino del Tg1, destinato da gennaio a Pino Insegno. Dopo il flop del Mercante in fiera su Rai2, potrebbe essere affidato di nuovo a Flavio Insinna o a Marco Liorni, forte del successo di Reazione a catena.

In Rai dicono che si deciderà entro novembre con Banijay Italia: produce il programma e ha voce in capitolo sul conduttore. Osvaldo Napoli (Azione) sottolinea come «l’uscita dei protagonisti che hanno scandito il successo della Rai — ultimo Corrado Augias — non è stata compensata da nuovi arrivi e a risentirne è la qualità del palinsesto, confermata dallo stesso ad Sergio. Vincere le elezioni e godere di un vasto consenso non significa che gli italiani hanno scelto di cambiare l’orizzonte dei loro gusti».

Leggi i commenti