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“La caserma”, un reality alla ricerca di un senso

Multischermo / Su Rai 2 la seconda stagione
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È meglio consegnarsi, nella medesima Caserma, piuttosto che cercare di capire cosa stia (ancora) andando in onda, nella prima serata di Rai 2 della domenica. Non per altro, ma questa forma di docu-reality (La Caserma, appunto, seconda stagione) che ebbe un qualche momento di gloria qualche anno fa sull’onda di un paio di stagioni fortunate del similare Il Collegio, sembra ormai vagare tra i palinsesti alla ricerca di un senso, che si fatica assai a trovare.

Ventiquattro ragazzi e ragazze (o meglio, della Generazione Z) convocati e poi selezionati per imparare lo spirito di gruppo attraverso le regole della disciplina militare. Ecco. Purtroppo, oggi come oggi, questioni militari e di relativo impegno e sofferenze richiamano realtà in grado di abbattere qualsiasi ipotesi di intrattenimento, figuriamoci quell…

È meglio consegnarsi, nella medesima Caserma, piuttosto che cercare di capire cosa stia (ancora) andando in onda, nella prima serata di Rai 2 della domenica. Non per altro, ma questa forma di docu-reality (La Caserma, appunto, seconda stagione) che ebbe un qualche momento di gloria qualche anno fa sull’onda di un paio di stagioni fortunate del similare Il Collegio, sembra ormai vagare tra i palinsesti alla ricerca di un senso, che si fatica assai a trovare.

Ventiquattro ragazzi e ragazze (o meglio, della Generazione Z) convocati e poi selezionati per imparare lo spirito di gruppo attraverso le regole della disciplina militare. Ecco. Purtroppo, oggi come oggi, questioni militari e di relativo impegno e sofferenze richiamano realtà in grado di abbattere qualsiasi ipotesi di intrattenimento, figuriamoci quello televisivo. Tanto che l’edizione della Caserma 2 è stata registrata due anni fa e poi si è deciso di attendere tempi migliori: siccome i tempi migliori non arrivavano, anzi peggioravano, a quel punto meglio levarsi il dente.

Si potrebbe quasi solidarizzare, non fosse che il vero meccanismo – l'ennesima modulazione del reality nelle sue forme originarie – sembra ormai interessare solo chi vi partecipa, i loro parenti e quelli che vorrebbero partecipare a edizioni future. Messi insieme, non sono molti. La costrizione – un mese senza internet, a confrontarsi con coetanei in carne e ossa – ben lungi dal diventare socializzante diventa invece pretesto per ammiccamenti di ogni tipo (è in arrivo anche la coppia gay) e del resto i ventenni, qui in gran parte di bellezza stratosferica, hanno sempre saputo come trovare lo spirito di gruppo anche senza scoprirlo dalla tv.

Il genere è decotto, le menti migliori di una generazione d’autori televisivi che chissà che avrebbe potuto fare senza il dilagare dei reality, sono già impegnate, si spera, o si teme, a scoprire quale sarà il filone del futuro nel quale impegnare il proprio estro.

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La gag di Beppe Grillo su Donato Bilancia ha almeno vent’anni. Ovvio che l’abbia riproposta da Fazio, essendo stata una delle ultime cose divertenti e innocue che gli siano riuscite.

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