The Crown 6, il grande romanzo di Diana. L’attrice Elizabeth Debicki: “Nelle scene dell’incidente anch’io mi sono sentita in trappola”
di Silvia FumarolaLa fine è nota. Ma The Crown 6, che segna l’epilogo della saga creata da Peter Morgan, partita con le nozze della giovane Elisabetta con Filippo, e che si chiude con la morte di Lady Diana, il 31 agosto 1997, si annuncia come l’evento degli eventi. La storia romanzata dei Windsor, che ha appassionato milioni di spettatori in tutto il mondo, arriva ai nostri giorni: Netflix renderà disponibili gli ultimi dieci episodi. I primi quattro dal 16 novembre, gli altri dopo quasi un mese, il 14 dicembre.
Finale attesissimo, si annunciano polemiche soprattutto da parte dei figli di Diana, William e Harry. Bellissimo, curato in tutti i dettagli, la serie - con un budget di oltre 400 milioni …
La fine è nota. Ma The Crown 6, che segna l’epilogo della saga creata da Peter Morgan, partita con le nozze della giovane Elisabetta con Filippo, e che si chiude con la morte di Lady Diana, il 31 agosto 1997, si annuncia come l’evento degli eventi. La storia romanzata dei Windsor, che ha appassionato milioni di spettatori in tutto il mondo, arriva ai nostri giorni: Netflix renderà disponibili gli ultimi dieci episodi. I primi quattro dal 16 novembre, gli altri dopo quasi un mese, il 14 dicembre.
Finale attesissimo, si annunciano polemiche soprattutto da parte dei figli di Diana, William e Harry. Bellissimo, curato in tutti i dettagli, la serie - con un budget di oltre 400 milioni di sterline – questo romanzo televisivo per alcuni fantasioso eppure così verosimile (mai commenti ufficiali dalla Casa reale, “Never complain, never explan”, ma sono filtrate voci di disappunto e critiche), ha fatto conoscere la storia della corona inglese anche ai più giovani.
Netflix ha accettato l'anno scorso di aggiungere una sorta di avvertimento: “Lo spettacolo è una drammatizzazione immaginaria di eventi reali”. La sesta stagione racconterà le ultime settimane di vita di Diana i(nterpretata da Elizabeth Debicki, che è stata candidata come miglior attrice ai Golden Globes per The Crown 5), dopo il tumultuoso da Carlo (Dominic West), fino alla morte. Il trailer mostra la principessa inseguita dai fotografi, sulla barca di Dodi Al Fayed (l’attore Khalid Abdalla), lo sguardo pensieroso, bellissima nel costume da bagno turchese, la reazione della Casa reale alla famosa foto del bacio che fece il giro del mondo. Poi la fuga a Parigi e quella corsa fatale per sfuggire ai flash: lo schianto dell’auto e la morte, nell’incidente nel tunnel dell'Alma.
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"Avevo sette anni quando accadde” ha raccontato Debicki, “frammenti della nostra storia umana. Fanno parte della nostra cultura, della nostra comprensione dei media, della nostra concezione della famiglia reale e del dolore di una nazione. Li ho appresi, anch'io come australiana, abbastanza dopo. Ho un ricordo molto distinto di quando guardavo il funerale da bambina e guardavo i due principi, come penso facessero tutti. Ero molto piccola, non capivo bene cosa stesse succedendo. Mia madre era devastata e io stavo cercando di elaborare: quello è il primo ricordo che ho a riguardo”.
L’attrice ha raccontato come sia stato complesso interpretare la principessa negli ultimi giorni della sua esistenza. "Mi fidavo davvero del progetto che Peter Morgan ha creato a livello emotivo. E’ tragico, non potremo mai sapere fino in fondo come sono andate le cose. Per me - ha detto Debicki – una delle cose che mi è sembrata più importante nella sesta stagione, poiché sapevamo come si sarebbe conclusa la storia, era assicurarsi che ci fossero gioia, felicità, leggerezza e divertimento genuino sullo schermo. Era davvero la parte che sentivo di poter controllare e che è diventata un vero obiettivo”.
Il momento più forte è stato ricreare l’atmosfera prima dell'incidente, momenti di cui abbiamo letto, di cui si è discusso a lungo. "È stato difficile ricreare le scene. Era un clima pesante, folle, incredibilmente invasivo. E c'era una sorta di pressione. A volte era come una reazione anomala al fatto di essere inseguiti dai tanti attori che interpretavano la stampa, perché in una situazione del genere non si può andare da nessuna parte e ci vuole solo un minuto prima di rendersi conto che è completamente insopportabile. E nessuno dovrebbe mai sperimentare cosa si prova a girare durante il giorno a Parigi, cercando di spostarsi da un posto all'altro, con quello sciame di persone intorno. Ti senti in trappola”.
Il rapporto di Diana con la famiglia reale in quel periodo resta un enigma, c’è chi aveva parlato di rottura totale. "So che Peter ha descritto il loro rapporto come se avessero raggiunto un certo grado di pace e di stabilità. Proprio come i genitori divorziati imparano a far funzionare le cose, in modo che funzionino per i figli. Non so davvero a che punto fossero i loro rapporti” dice Debicki. “Penso che ci sia stata un'enorme distanza che si è creata molto rapidamente tra di loro, e non so per colpa di chi. Penso che questo allontanamento sia stato una sorta di sollievo per Diana, ma poi l’abbia anche fatta sentire come se fosse in caduta libera, senza una struttura che la supportasse o la tenesse al sicuro nella sfera pubblica”.
Per l’attrice, quello tra Diana e Dodi è stato un legame vero. "Adoro Khalid, penso che sia un attore straordinario ed è una persona meravigliosa. Ci siamo davvero supportati a vicenda durante la realizzazione di questa stagione. Penso che ci fosse un alto grado di complessità in quella relazione. Qualcosa di molto piacevole, inaspettato e sorprendente, e una sorta di bisogno o di curiosità reciproci. E poi credo che ci fossero momenti della relazione in cui le cose funzionavano davvero e fossero gioiose, come quando incontri qualcuno a cui vuoi solo stare vicino. Ovviamente l'invasione della stampa, nel modo in cui Peter l'ha descritta, destabilizza moltissimo la loro capacità di continuare ad avvicinarsi emotivamente. Ha portato a una sorta di interruzione di qualcosa che avrebbe dovuto essere privato e avrebbe dovuto essere lasciato fiorire, o non fiorire, a suo tempo. Non conosco nessun essere umano che potrebbe sopportare un’attenzione simile dei media e del mondo”.