Checco Zalone e ‘Amore+Iva’, un talento da paura
di Antonio DipollinaQuando spiega che lui è lì, sul palco, all’Arena di Verona, per la compensazione Iva, altrimenti non avrebbe recuperato i soldi, viene da credergli sulla fiducia ma anche per la credibilità intrinseca. Checco Zalone, Luca Medici nella realtà, si è lasciato alle spalle da tempo il tema del politicamente scorretto: lo ha esercitato negli anni, poi ne ha fatto la parodia, metà del pubblico capiva la parodia l’altra metà chissà: lui a quel punto ha deciso di non porsi il problema, visto che continuando a buttare gag nel calderone e a dire tutto e il suo contrario si divertiva comunque il giusto.
E inoltre compensava l’Iva, alla grandissima. Unico problema per lo show (appunto: Amore+Iva) passato su Canale 5 l’altra sera, una concomitanza assurda. Checco potrà racc…
Quando spiega che lui è lì, sul palco, all’Arena di Verona, per la compensazione Iva, altrimenti non avrebbe recuperato i soldi, viene da credergli sulla fiducia ma anche per la credibilità intrinseca. Checco Zalone, Luca Medici nella realtà, si è lasciato alle spalle da tempo il tema del politicamente scorretto: lo ha esercitato negli anni, poi ne ha fatto la parodia, metà del pubblico capiva la parodia l’altra metà chissà: lui a quel punto ha deciso di non porsi il problema, visto che continuando a buttare gag nel calderone e a dire tutto e il suo contrario si divertiva comunque il giusto.
E inoltre compensava l’Iva, alla grandissima. Unico problema per lo show (appunto: Amore+Iva) passato su Canale 5 l’altra sera, una concomitanza assurda. Checco potrà raccontare per anni di essere finito in prima serata televisiva con il suo one-man show nell’unica occasione del decennio nella quale Rai 2 ha fatto un grande ascolto (Sinner-Djokovic). Rimpianto invece per il pubblico: nel finale sono passate troppo veloci, a mo’ di compilation, le immagini top del suo tour nei teatri, con il medesimo spettacolo.
Ovvero i passaggi degli ospiti di lusso che hanno fatto occasionalmente show con lui, da De Gregori a Riccardo Muti (la gag sul Nabucco - nel suo genere, per carità - è strepitosa e va oltre Totò). C’è anche stato un attimo in cui ha rievocato, con malinconia dissacrante, il suo amato jazz – da consigliare sempre su YouTube quella volta con Pippo Baudo a Domenica In suonando Chick Corea. E poi sì, nella rete, Canale 5, che si vorrebbe de-trashizzata da poco, ha squadernato una quantità leggendaria di gag in senso opposto, con il trucco tecnico di prendere le distanze immediate da tutto e sorreggendosi all’unica cosa che dà senso: è bravo da paura e fa ridere tanto. Il resto è del tutto secondario.
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Sui social, in concomitanza con la puntuale uscita pre-natalizia, è ripartito un sondaggio collettivo. La domanda è: conoscete qualcuno che abbia mai comprato un libro di Bruno Vespa? Al momento non si trova nessuno, o nessuno che si auto-denunci: ma come sempre c’è chi fa il furbo e poi, nel segreto dell’urna...