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Nel migliore dei mondi possibili c’è Maccio Capatonda

Multischermo \ Su Prime Video il film del regista e attore italiano
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Alexa è una robusta domestica vecchio stile: la chiami e lei esegue tutto. E c’è Steve Jobs che si chiama Stefano Lavori ed è riparato in Italia. Dove? A Copertino (Lecce). E se quest’ultima è un’aggiunta solo per il gioco di parole, ben venga. E però Marcello Macchia – che tutti conoscono come Maccio Capatonda, comico, attore, regista, più altre cose moderne – ha fatto il suo, si direbbe, con questo Il migliore dei mondi – su Prime Video. Inclassificabile come genere, in teoria è un film ma bastavano venti minuti in più per farne una miniserie e il passo sarebbe stato uguale. Siamo nel presente, Maccio (anche regista) è Ennio, cinquantenne annegato nella tecnologia attuale. Per mestiere ripara cose tech in un negozietto romano insieme al fratello Alfredo, vecchio spirito rivoluzionario. E qui bisogna citare Pietro Sermonti, sublime nel recitare accomunando alle parole i gesti sbagliati.

Complice una ragazza-cliente, En…

Alexa è una robusta domestica vecchio stile: la chiami e lei esegue tutto. E c’è Steve Jobs che si chiama Stefano Lavori ed è riparato in Italia. Dove? A Copertino (Lecce). E se quest’ultima è un’aggiunta solo per il gioco di parole, ben venga. E però Marcello Macchia – che tutti conoscono come Maccio Capatonda, comico, attore, regista, più altre cose moderne – ha fatto il suo, si direbbe, con questo Il migliore dei mondi – su Prime Video. Inclassificabile come genere, in teoria è un film ma bastavano venti minuti in più per farne una miniserie e il passo sarebbe stato uguale. Siamo nel presente, Maccio (anche regista) è Ennio, cinquantenne annegato nella tecnologia attuale. Per mestiere ripara cose tech in un negozietto romano insieme al fratello Alfredo, vecchio spirito rivoluzionario. E qui bisogna citare Pietro Sermonti, sublime nel recitare accomunando alle parole i gesti sbagliati.

Complice una ragazza-cliente, Ennio va in cortocircuito e si ritrova in un mondo parallelo dove è successo, anzi non è successo, di tutto: il Millennium Bug di fine secolo ha causato disastri e quindi il pianeta ha deciso di fermarsi alla tecnologia precedente, a 56 K, con i Pentium, niente social e così via. Era meglio, era peggio? Maccio ci gioca, e alla fine ognuno può leggerci quello che vuole (il senso: miserie e nobiltà erano suddivise uguali sia in analogico che in digitale). Ovviamente scattano questioni amorose ed Ennio, che si ritrova a corteggiare una ragazza cinefila, non può compulsare Wikipedia di nascosto sotto il tavolo ma deve correre a sfogliare un’enciclopedia per capire chi diavolo sia Lanthimos. Nostalgia e il suo contrario, per un film da boomer, o da vietare ai medesimi, a scelta: con questi nuovi comici c’è sempre il dubbio che se lavorassero meglio sulle gag si riderebbe di più, ma forse stavolta Maccio – che è nuovo per modo di dire – ha compiuto il suo upgrade.

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