In che senso “io devo essere trattata come un fiore”? E’ vestita da Elsa di Frozen ma si comporta come Alice nel paese delle meraviglie, Carlotta Mantovan, che ieri sera, a Ballando con le stelle, con inaspettato sussulto di vitalità, se l’è presa con i giudici che nelle puntate precedenti hanno usato espressioni che l’avrebbero ferita. Riferite alle sue esibizioni (in coppia con Moreno Porcu), s’intende, ma da lei percepite come offensive nei confronti della sua persona. “Sterile”, “fredda”, “falsa” le avevano detto, per via – spiegheranno poi i giudici – di quel modo un po’ impalato e goffo con cui scende in pista.
Come tutti sanno, Carlotta Mantovan è la vedova del compianto Fabrizio Frizzi che non c’è più dal 2018, così come a lungo non c’è stata lei, legittimamente assente dalla ribalta televisiva, un dolore da elaborare, una figlia da crescere, fino alla scorsa edizione di Ballando, invitata “per una notte” e lì per lì ingaggiata da Milly Carlucci con la promessa di tornare da concorrente nell’edizione successiva, questa. Cosa puntualmente avvenuta. Ma, a quanto pare, con l’idea di un qualche privilegio di cui godere proprio in virtù di quel presunto status, come se portasse in sé, e in scena, l’anima di un personaggio amatissimo dal pubblico, persona deliziosa a detta di tutti quelli che lo conoscevano ma, ahinoi, scomparso prematuramente a causa di una malattia orribile.
La stessa, più o meno, contro la quale Carolyn Smith combatte da tempo coinvolgendo i fan con post e interventi in cui racconta passo passo le terapie, il male che va e il male che torna. "Io sono delicata, fragile, ho vissuto grandi dolori, devo essere trattata come un fiore – ha detto Mantovan ai giudici – non mi possono essere dette parole come ad altre persone più strutturate di me”. Verrebbe da pensare che allo stesso modo non le corresse nemmeno l’obbligo di partecipare a una gara, perdipiù televisiva, in cui più sangue scorre e più ascolti si fanno. E invece.
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“I giudici mi hanno detto che sono sterile, fredda, gelida e falsa, una cosa scioccante. Sono stati aggettivi non accostati al ballo ma alla mia persona – ha proseguito – questa cosa mi ha ferito. Io sono sensibile, io non do giudizi così perentori, le persone come me che hanno sofferto hanno bisogno di leggerezza”. Quindi di un diverso genere di ribalta, verrebbe da pensare, non di un luogo in cui si viene giudicati da persone che non sono cattive ma le disegnano così per esigenze di narrazione. Anche se non capisci, ti adegui. E invece.
Invece ci ha pensato Fabio Canino a risvegliarla dal regno di Frozen (giustamente la principessa del gelo, a nessuno è venuto in mente di farle interpretare Merida di DunBroch). “Tutti abbiamo avuto grandi dolori ma dico che è ingiusto se ti dovessimo trattare diversamente dagli altri – ha spiegato Canino – non devi pensare questo. Parlo a nome di tutti”. Ha aggiunto un’irritata Carolyn Smith: “Mi dispiace per le parole che ho sentito, il 59 anni mai ho espresso un giudizio a livello personale” ha detto la coreografa, illustrano poi punto per punto il senso di quei giudizi: “Quando ti ho detto sterile era per dire che eri stata perfetta ma a volte ci vuole un po' più di emozione. Quando ti ho detto ‘finta’ era per dire che il tuo braccio rivolto al pubblico non era un gesto sincero, il mio è un giudizio tecnico. So che cosa voglia dire stare in un’aula e allenarsi per ore e ore, molto più delle tue otto, e lavorare molto. Stai facendo una gara di ballo – ha concluso Smith – è ovvio che vengano espressi dei giudizi, Moreno poteva anche spiegarti questa cosa”.
Finalmente, le argomentazioni dei giudici sembrano aver colto nel segno: “Grazie per la spiegazione – replica Mantovan – mi ha fatto piacere”. Bene, ci siamo. “Io e Moreno non siamo svegli per rispondere con un guizzo davanti alla giuria, le critiche le abbiamo prese e ragionate, per noi ‘sterile’ è stato scioccante – insiste – vorremmo giudizi più articolati”. Chiosa Selvaggia Lucarelli con sintesi efficace e riferimento diretto: “Il nostro regalo è trattarti come gli tutti gli altri, altrimenti ti relegheremmo al passato”.