‘Il metodo Fenoglio’, la realtà che non ti aspetti di trovare in una serie crime
di Antonio DipollinaUna comunicazione sempre più azzardata aveva lanciato il commissario Fenoglio come il Montalbano di Bari ma poi per fortuna è andata — Rai 1, lunedì — la prima de Il metodo Fenoglio, nuova serie con Alessio Boni protagonista. E tutto è andato a posto, confermando che si arriva dai romanzi di Gianrico Carofiglio e da un personaggio assai radicato nella realtà. Che è quella di Bari, appunto, ma degli anni 90 — periodo insolito per le serie crime — dove ai tempi lo stesso Carofiglio agiva da magistrato: il passaggio alla narrativa di genere gli ha consentito di plasmare a dovere personaggi e ambienti. E soprattutto un contesto preciso per l’espansione delle mafie locali nel periodo in cui dall’altra parte dell’Adriatico fiorivano i peggiori traffici, via mare, a un tiro di kalashnikov.
Una comunicazione sempre più azzardata aveva lanciato il commissario Fenoglio come il Montalbano di Bari ma poi per fortuna è andata — Rai 1, lunedì — la prima de Il metodo Fenoglio, nuova serie con Alessio Boni protagonista. E tutto è andato a posto, confermando che si arriva dai romanzi di Gianrico Carofiglio e da un personaggio assai radicato nella realtà. Che è quella di Bari, appunto, ma degli anni 90 — periodo insolito per le serie crime — dove ai tempi lo stesso Carofiglio agiva da magistrato: il passaggio alla narrativa di genere gli ha consentito di plasmare a dovere personaggi e ambienti. E soprattutto un contesto preciso per l’espansione delle mafie locali nel periodo in cui dall’altra parte dell’Adriatico fiorivano i peggiori traffici, via mare, a un tiro di kalashnikov.
Mentre la Puglia intera andava a soqquadro: nelle immagini finali del primo episodio il torinese Fenoglio in lontana trasferta esce sul balcone dopo un boato nelle vicinanze e lì, a un passo, sta bruciando il teatro Petruzzelli. Su questo canovaccio, dovendo poi stabilizzare il tutto in fiction per Rai 1, la serie rispetta più codici possibili: ma se lo può permettere perché per il resto è tutto insolito, clima, ambientazione, toni.
Alessio Boni e Giulia Bevilacqua nella serie
Il Fenoglio forse vuole assommare troppe qualità — è un cinico ma dalla parte giusta, odia la pistola che ha con sé, lascerebbe liberi subito i ladruncoli per necessità etc. — ma l’abbozzo iniziale pare riuscito. A memoria, le serie che dipendono dalla realtà criminale sono delle estremizzazioni, oppure dei calchi precisi dalla cronaca nera. Il metodo Fenoglio tenta un’altra strada.
Ps. Da tifosi da tempi non sospetti, si può aggiungere che se accanto alla figura principale agisce come spalla Paolo Sassanelli, impegnato a gestire una cadenza pugliese da sogno, il resto viene quasi facile.
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Fiorello fa satira? Altroché: per esempio quella feroce (e assai efficace, tanto che quelli non l’hanno presa bene nemmeno un po’) indirizzata ai Me contro Te, coppia di youtuber di grande successo giovanile. Nonché, nella satira in questione, adoratori dell’Iban, il proprio, a livelli stellari.