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‘Il buco nero’, l’Italia recente e le strategie della paura

(fotogramma)
Multischermo / La serie di Sky Tg24 fruibile anche in forma di podcast
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C’è qualcosa di insolito in tv nel ramo approfondimento di Storia recente, la nostra e non solo. Provare per credere una cosa un po’ indefinita che si chiama Il buco nero ed è una serie in otto episodi, finora due disponibili. È di Sky Tg24 ed è fruibile anche in forma di podcast: nella versione per la tv in primo piano c’è l’ideatore e conduttore, si chiama Flavio Tranquillo ed è un famoso telecronista di basket ad alto livello. Ma Tranquillo coltiva da sempre una passione per le curve più complicate delle vicende socio-politiche-storiche del recente passato, con particolare attenzione ai fenomeni criminali e alla ricaduta sulla vita di tutti di quell’universo complicatissimo che intreccia mafie, terrorismi, politica borderline. Con una caratteristica, però: al bando qualunque istinto da indagatore dei singoli fatti — e molti podcast e derivati vivono invece solo di quello, impattando emotivamente il più possibile.

Ma…

C’è qualcosa di insolito in tv nel ramo approfondimento di Storia recente, la nostra e non solo. Provare per credere una cosa un po’ indefinita che si chiama Il buco nero ed è una serie in otto episodi, finora due disponibili. È di Sky Tg24 ed è fruibile anche in forma di podcast: nella versione per la tv in primo piano c’è l’ideatore e conduttore, si chiama Flavio Tranquillo ed è un famoso telecronista di basket ad alto livello. Ma Tranquillo coltiva da sempre una passione per le curve più complicate delle vicende socio-politiche-storiche del recente passato, con particolare attenzione ai fenomeni criminali e alla ricaduta sulla vita di tutti di quell’universo complicatissimo che intreccia mafie, terrorismi, politica borderline. Con una caratteristica, però: al bando qualunque istinto da indagatore dei singoli fatti — e molti podcast e derivati vivono invece solo di quello, impattando emotivamente il più possibile.

Ma cercando, con un lessico non comune, quasi jazzato (lo persegue anche nelle telecronache, del resto) una chiave interpretativa diciamo laica, che fugge dalle singole verità appaganti — e mai convincenti — cercando il quadro d’insieme, i mille interessi in gioco, la possibile coesistenza di molte, tra queste verità. Sottotitolo: Storia critica delle strategie della paura. Stragi (non a caso si è partiti il 12 dicembre) strategie di tensioni interne e internazionali, cercando una sorta di gioco corale rimpiangendo magari quello che vigeva anche nel basket prima che diventasse tirassegno. Poi è ovvio, tutti hanno bisogno di un titolo breve e allora si legge “Tranquillo indaga i misteri d’Italia”. È invece appunto un’altra cosa. Notevoli poi le allusioni ai danni causati dalle “troppe fiction” su mafia e affini, perfette per appagare lo spettatore nonché cittadino, ma tutte estranee alla complessità dei fenomeni.

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Elon Musk sarà alla festa di Atreju, quella celebrata con toni epici dal Tg1. In molti ora, per completezza dell’informazione, attendono un servizio del medesimo Tg1 sulle pericolanti imprese aerospaziali di Musk. Magari intitolando il servizio Razzi amari.

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