Maurizio De Giovanni e i libri dei sentimenti
di Antonio DipollinaNon è esattamente un programma di libri questo La Biblioteca dei sentimenti – Rai 3 dal lunedì al venerdì alle 15.25. Dai libri si parte ma si va subito al tema di puntata, un sentimento al giorno che leva di torno, o ci prova, la banalizzazione dei medesimi coltivata in ogni angolo televisivo.
Si cerca un talk abbastanza evoluto rispetto al chiacchierare tutt’intorno, un po’ come Seneca, richiamato nella prima puntata, quando sosteneva di non sentirsi certo migliore, ma di vivere cercando di essere migliore delle persone malvagie. A guida di tutto c’è Maurizio De Giovanni, che in realtà è in veste autoriale e di interprete visto che i due brevi monologhi che introducono e chiudono ogni puntata, dedicati al sentimento del giorno, son…
Non è esattamente un programma di libri questo La Biblioteca dei sentimenti – Rai 3 dal lunedì al venerdì alle 15.25. Dai libri si parte ma si va subito al tema di puntata, un sentimento al giorno che leva di torno, o ci prova, la banalizzazione dei medesimi coltivata in ogni angolo televisivo.
Si cerca un talk abbastanza evoluto rispetto al chiacchierare tutt’intorno, un po’ come Seneca, richiamato nella prima puntata, quando sosteneva di non sentirsi certo migliore, ma di vivere cercando di essere migliore delle persone malvagie. A guida di tutto c’è Maurizio De Giovanni, che in realtà è in veste autoriale e di interprete visto che i due brevi monologhi che introducono e chiudono ogni puntata, dedicati al sentimento del giorno, sono pezzi d’autore.
Poi in studio si discute con scrittori, di libri, ed esperti, partendo da un testo classico (finora Siddharta per la felicità e L’Amante per la seduzione) arrivando a un libro attuale e aggiungendo un saggio critico, con gli autori presenti in studio. Gli altri sono giovani che dicono la loro sul tema: formula non rivoluzionaria, eppure un po’ sì: ed è questione dei toni che si cercano di mantenere, con Greta Mauro conduttrice a innescare i vari passaggi e De Giovanni – che fa valere il suo ruolo laterale - a intervenire come una sorta di saggio divertito che presidia la situazione.
Dopo felicità e seduzione arrivano il narcisismo, la rabbia e così via: è un talk, si parla tantissimo, ma c’è un senso, modulato soprattutto dall’efficacia degli ospiti di puntata. Ps. In principio De Giovanni avrebbe dovuto rilevare, si diceva, la nuova edizione dello storico Per un pugno di libri. Questa è però un’idea migliore. Fermo restando che in un posto serio Per un pugno di libri lo si farebbe lo stesso con altro conduttore più adatto. E inoltre nessuno si sognerebbe di cancellare il successivo Alla scoperta del ramo d’oro, di Edoardo Camurri.
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“Se il 100% di voi str**** pagasse le tasse, gli ospedali non avrebbero bisogno della mia carità e ora non mi troverei in questo casino (Il discorso alla nazione della Ferragni che purtroppo non sentiremo mai)”. (Fabio Vassallo, X)