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‘Cobra’, la terza stagione: c’è un grosso guaio a Downing Street

Robert Carlyle e, sullo sfondo, Victoria Hamilton nella terza stagione della serie 'Cobra'

 
Multischermo / Su Sky e Now la serie con Robert Carlyle e Victoria Hamilton
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Nelle prime due stagioni la serie inglese Cobra si era fatta notare: in teoria era classificata come fantascienza, o qualcosa di simile, mentre allo spettatore bastava invece solo un minimo di sospensione di incredulità. E poi lo spunto era accattivante: Cobra è il nome tecnico della divisione governativa, e degli altri poteri principali, che si riunisce in caso di emergenze molto importanti.

Si era passati da tempeste magnetiche sul Regno a cyber-attacchi cercando di cavalcare distopie ragionevoli, diciamo. Ma qui entrava l’abilità inglese nella serialità modulata. Inoltre c’è un protagonista, il grande Robert Carlyle (disadattato in Full Monty ai tempi, e di recente nella serie tratta dal film, e qui più o meno impeccabile numero uno al numero 10 di Downing Street).

La terza stagione, ora disponibile per intero su Sky, parte benissimo perché, oggettivam…

Nelle prime due stagioni la serie inglese Cobra si era fatta notare: in teoria era classificata come fantascienza, o qualcosa di simile, mentre allo spettatore bastava invece solo un minimo di sospensione di incredulità. E poi lo spunto era accattivante: Cobra è il nome tecnico della divisione governativa, e degli altri poteri principali, che si riunisce in caso di emergenze molto importanti.

Si era passati da tempeste magnetiche sul Regno a cyber-attacchi cercando di cavalcare distopie ragionevoli, diciamo. Ma qui entrava l’abilità inglese nella serialità modulata. Inoltre c’è un protagonista, il grande Robert Carlyle (disadattato in Full Monty ai tempi, e di recente nella serie tratta dal film, e qui più o meno impeccabile numero uno al numero 10 di Downing Street).

La terza stagione, ora disponibile per intero su Sky, parte benissimo perché, oggettivamente, si ficca in un guaio, cercando di rappresentare l’aspro conflitto tra autorità e movimenti ambientalisti molto combattivi. Il tutto partendo da un tragico incidente da decine di morti durante una manifestazione di protesta. Tanto che si attendevano quasi con trepidazione gli sviluppi, essendo una materia irrisolvibile ovunque nel mondo reale. E si sperava che magari gli audaci sceneggiatori inglesi suggerissero a politici e movimenti una qualche soluzione.

È andata in un altro modo: a metà del cammino (sei episodi in tutto) l’insieme è girato verso una caccia a eco-terroristi in possesso di una micidiale arma e soprattutto il Primo ministro, dopo l’abbandono del tetto coniugale da parte della moglie, si è messo – in una sorta di scappatella attempata – con la sua consigliera principale. Che essendo interpretata da Victoria Hamilton, giustifica eccome la svolta. Con lieto fine un po’ così e il dubbio, un po’ triste: trovare una soluzione condivisa, e soprattutto praticabile, su un tema come la gestione collettiva della questione ambientale estrema non è possibile nemmeno per finta, ovvero per fiction.

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“Uccise l’amico che gli aveva chiesto ‘Che fai a Capodanno?’. Assolto dalla Cassazione”. (Lercio.it)

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