E’ con Non ti pago di Eduardo, con una commedia che accosta l’ossessione cabalistica dei numeri al commercio coi morti, che si conclude stasera su Rai1 la trilogia eduardiana rivista in termini sociali e diretta da Edoardo De Angelis facendo sempre leva su Sergio Castellitto protagonista, come per Natale in casa Cupiello del 2020 e Sabato, domenica e lunedì del 2021.
Il lavoro di oggi, Non ti pago, fu battezzato dalla gloriosa compagnia Teatro Umoristico I De Filippo (formata ancora da Eduardo, Peppino e Titina) nel 1940 sul palcoscenico romano del Quirino, e verteva sul dissidio umano e sulla frustrazione ereditaria che rendono antagonisti Ferdinando, gestore di un banco lotto e giocatore perennemente sfortunato, e il suo aiutante Mario Bertolini che di colpo annuncia d’aver vinto una quaterna secca giocando i numeri avuti in sogno dal padre defunto di Ferdinando. Il titolare della ricevitoria non può accettare lo smacco, il genitore è “suo”, e dunque il proprio papà ha confuso il destinatario (che, per la cronaca, abita sotto il tetto che fu della famiglia di Ferdinando), con l’unico, vero erede legittimo cui spetterebbe la corrispondenza onirica. Il biglietto viene requisito, la somma da pagare è rifiutata.
Per trovare appoggi alla sua tesi Ferdinando cerca complicità della Legge (un avvocato) e nella Chiesa (il parroco), ma non riceve sostegni. Giunge a maneggiare una pistola: è peggio. Allora cederà a Bertolini il biglietto, non senza una plateale maledizione che si rivelerà molto nociva per il povero vincitore al lotto, che a sua volta restituisce a Ferdinando la quaterna pur di frenare lo tsunami scatenatosi su di lui. Senonché ecco l’happy end, perché il titolare del botteghino offre all’impiegato la mano di sua figlia (nascostamente da lui corteggiata) con in più, per dote, l’introito risalente al conteso sogno. Ira sbalordita e irragionevolezza raziocinante permettono a Eduardo drammaturgo un esperimento di risate e tensioni. Del fenomeno, di questa svolta ebbe percezione Ennio Flaiano che scrisse: "Senza esagerare, ci si accorge che sono più vicini i De Filippo alla letteratura di quanto non lo siano vari autori del teatro d’oggi”. Formidabile attestato.
Non è un caso che cinema e tv coltivino più trasposizioni di Non ti pago. Già nel 1942 Carlo Ludovico Bragaglia cura la regia d’un omonimo film che forse è l’ultima testimonianza a due dimensioni di Eduardo De Filippo (Ferdinando), Peppino De Filippo (Bertolini) e Titina De Filippo (Concetta), in un cast dove appaiono Paolo Stoppa, Dolores Palumbo, Giorgio De Rege. Arriva la tv, e il 13 gennaio 1956 la Rai trasmette in diretta Non ti pago dal Teatro Odeon di Milano, con in scena Eduardo, Isa Danieli, Dolores Palumbo, Luisa Conte, Ugo D’Alessio. Un’altra edizione televisiva, di Rai2, è realizzata in studio da Eduardo ed è trasmessa il 5 aprile 1964, con in locandina di nuovo Isa Danieli, Dolores Palumbo, Luisa Conte, Ugo D’Alessio, e con repliche che a più riprese s’alternano nel piccolo schermo dal 1967 ad almeno il 1997. Materiale diffuso in più riproduzioni su Dvd, come per la serie di Repubblica “Le Commedie di Eduardo”.
La versione di stasera su Rai1 di “Non ti pago” vede al centro Sergio Castellitto (Don Ferdinando Quagliuolo) con Maria Pia Calzone (Concetta Quagliuolo), Pina Turco (Stella Quagliuolo), Gianluca Di Gennaro (Mario Bertolini), Giovanni Ludeno (Aglietello), Angela Fontana (Margherita), Maurizio Casagrande (don Raffaele), sceneggiatura di Massimo Gaudioso e Edoardo De Angelis, scenografia di Carmine Guarino, costumi di Massimo Cantini Parrini.