‘L’Eredità’, grazie Marco Liorni che ci hai restituito il gioco preferito
di Antonio DipollinaMarco Liorni, 58 anni
Ieri, poco prima dell’ora di cena, sul principale canale televisivo nazionale, è apparso Marco Liorni. Era, più o meno, il duecentesimo giorno consecutivo nel quale si verificava questo evento. I giorni diventeranno circa trecentocinquanta da qui all’estate. Poi cambierà il quiz di Rai 1, tornerà Reazione a catena e in teoria dovrebbe subentrare Pino Insegno. Ma chi può giurarlo, poi? E nei panni di Liorni, converrebbe tenersi pronti.
Sta a metà tra il sublime e il surreale la straziante vicenda che ha indotto a miti consigli i vertici Rai, rimandando il ritorno in grande stile di Insegno alla conduzione dell’Eredità — gioco fondante dell’intero palinsesto Rai 1 — visti i suoi recenti exploit. Liorni si è pr…
Ieri, poco prima dell’ora di cena, sul principale canale televisivo nazionale, è apparso Marco Liorni. Era, più o meno, il duecentesimo giorno consecutivo nel quale si verificava questo evento. I giorni diventeranno circa trecentocinquanta da qui all’estate. Poi cambierà il quiz di Rai 1, tornerà Reazione a catena e in teoria dovrebbe subentrare Pino Insegno. Ma chi può giurarlo, poi? E nei panni di Liorni, converrebbe tenersi pronti.
Sta a metà tra il sublime e il surreale la straziante vicenda che ha indotto a miti consigli i vertici Rai, rimandando il ritorno in grande stile di Insegno alla conduzione dell’Eredità — gioco fondante dell’intero palinsesto Rai 1 — visti i suoi recenti exploit. Liorni si è presentato in versione finalmente recente, capello più ordinato e invernale, un minimo di emozione per la nuova avventura. Ma una volta che sei lì, a quell’ora, su quella rete, davanti a milioni di italiani che con un occhio ti guardano e con l’altro sbirciano i fornelli, diciamo che l’avventura è affrontabile senza eccessivi patemi.
Infatti, grande pubblico da subito e il cambio di gioco e giochi accolto con minima trepidazione. Ovvero, è tornata la Ghigliottina, ci sono giochi nuovi e soprattutto ci sono quelli a cui si è affezionati — fondamentale quello delle date, nelle quali bisogna scegliere tra quattro anni lontani tra di loro e indovinare quando è successa la tale cosa: i concorrenti emozionati, o altro, pigliano spesso sfondoni memorabili.
Il gioco preserale di Rai 1. alla fine, può essere consumato in vari modi, come semplice attesa per il tg (ma occhio, è il Tg1) o con partecipazione: ma il fatto che in uno spazio fondamentale Rai si trascorra ogni giorno un’oretta giocando con le parole o girandovi intorno, rimane qualcosa che rincuora un minimo, dentro tempi così.
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Solo un minimo di rimpianto per Reazione a catena: nella finalissima, i tre della squadra vincente hanno raggiunto tempi ciclonici nel gioco della parola da suggerire. E poi sono miseramente crollati al gioco finale che per una volta aveva una soluzione semplice e logica, rimettendoci un sacco di soldi. Una discreta metafora del presente.