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Con “La Storia” alla ricerca del senso civile

Multischermo / Su Rai 1e RaiPlay la serie con Jasmine Trinca tratta dal romanzo di Elsa Morante
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Come personaggio simbolo c’è un Valerio Mastandrea speculare a quello di C’è ancora domani, di Paola Cortellesi. Identiche fattezze, ma stavolta lo specchio rimanda l’immagine di capo dei buoni dentro le vicende de La Storia, serie tv diretta da Francesca Archibugi — altre tre serate su Rai 1 il lunedì — e con ottimi riscontri al debutto.

Proprio considerando la contemporaneità del successo stratosferico del film di Cortellesi la tentazione facile è quella di parlare di una sorta di sentiment, come usa dire, che sta viaggiando nel paese che in qualche modo resiste. O che si adatta, come nel romanzo di Elsa Morante: a ripercorrere oggi le polemiche di allora, le accuse di essere per nulla militante ma narrante e proprio dalla parte della gente in c…

Come personaggio simbolo c’è un Valerio Mastandrea speculare a quello di C’è ancora domani, di Paola Cortellesi. Identiche fattezze, ma stavolta lo specchio rimanda l’immagine di capo dei buoni dentro le vicende de La Storia, serie tv diretta da Francesca Archibugi — altre tre serate su Rai 1 il lunedì — e con ottimi riscontri al debutto.

Proprio considerando la contemporaneità del successo stratosferico del film di Cortellesi la tentazione facile è quella di parlare di una sorta di sentiment, come usa dire, che sta viaggiando nel paese che in qualche modo resiste. O che si adatta, come nel romanzo di Elsa Morante: a ripercorrere oggi le polemiche di allora, le accuse di essere per nulla militante ma narrante e proprio dalla parte della gente in cerca di riscatto, forse si riesce ad afferrare un senso dentro questo mezzo secolo trascorso dall’uscita del libro.

C’è anche il precedente dell’Amica geniale, ovvio, soprattutto nella trasposizione tv (stavolta Francesco Piccolo è in scrittura con Giulia Calenda e Ilaria Macchia). E insomma funziona, soprattutto nel racconto collettivo in chiave femminile, questa nuova presa d’atto della potenza della narrativa quando si fa tale e non cerca facili etichette — e chi vuole rifilarle si caccia in un guaio.

Jasmine Trinca tiene la parte della protagonista Ida, madre vedova, maestra nella scuola vilipesa dal potere nascente, violentata e con un pezzetto di riscatto da conquistare ogni giorno mentre bombardano San Lorenzo e bisogna sfollare. Non si fa il melodramma e magari se ne sente la mancanza: si fa altro, come da antica lezione del testo originario. E anche stavolta, rispetto ai chiari di luna che imperversano sul nuovo corso social-politico-televisivo, a dirla grossa, La Storia spiazza, per quelli che ne sono contenti e per quelli che non se ne fanno una ragione. L’intera serie è già disponibile su RaiPlay.

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“Non so perché insistete: Giorgia Meloni non ha mai alzato il braccio nel saluto fascista” (Alessandro Sallusti si lascia andare ad affermazioni davvero spericolate. Prima di domani, Rete4).

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