La sorpresa di Alfa a Sanremo 2024: “Voglio sfidare il festival con il country e il folk”
di Carlo MorettiIl cantautore nato sui social si chiama Alfa ed è un ragazzo del 2000. Per realizzare il sogno di una canzone country-folk cantata in italiano, una rarità da queste parti, Andrea De Filippi, questo il suo vero nome, è volato da Genova fino a Los Angeles: Vai! è nata lì, grazie a due famosi produttori americani, e ora arriva in gara tra i brani di Sanremo.
Una canzone legata al Festival a doppio filo: «Nasce dallo stop forzato che un anno fa mi ha impedito di partecipare a Sanremo giovani». racconta Alfa, «avevo febbre altissima, la gola in fiamme e la voce rauca, non avrei potuto fare neppure un’audizione, sarebbe stato imbarazzante. La canzone parla proprio di questo, del fatto che, nonostante lo stop che per me non è stato facile da gestire, sono andato avanti, ho fatto 50 concerti e ho pubblicato diversi pezzi, tra i quali Bellissimissima il cui successo ha cambiato tutto».
Il cantautore nato sui social si chiama Alfa ed è un ragazzo del 2000. Per realizzare il sogno di una canzone country-folk cantata in italiano, una rarità da queste parti, Andrea De Filippi, questo il suo vero nome, è volato da Genova fino a Los Angeles: Vai! è nata lì, grazie a due famosi produttori americani, e ora arriva in gara tra i brani di Sanremo.
Una canzone legata al Festival a doppio filo: «Nasce dallo stop forzato che un anno fa mi ha impedito di partecipare a Sanremo giovani». racconta Alfa, «avevo febbre altissima, la gola in fiamme e la voce rauca, non avrei potuto fare neppure un’audizione, sarebbe stato imbarazzante. La canzone parla proprio di questo, del fatto che, nonostante lo stop che per me non è stato facile da gestire, sono andato avanti, ho fatto 50 concerti e ho pubblicato diversi pezzi, tra i quali Bellissimissima il cui successo ha cambiato tutto».
Per atmosfere simili, il brano ricorda Don’t tell me di Madonna: «La conosco bene, è un modello per molti artisti pop, ma io sono cresciuto con Mtv, quando l’ho scritta ho pensato più a K.T. Tunstall e alla sua Black Horse and The Cherry tree. Il fischio invece nasce dal fatto che spesso, con i produttori americani, era difficile capirsi, quindi ci parlavamo con i suoni. Mark Jackson e Ian Scott hanno prodotto il primo album dei Paramore, hanno lavorato con One Republic e Harry Styles, mi sono sentito spesso in dovere di dimostrare quanto valevo».
Sanremo era il suo obiettivo: «Da sempre, intanto perché sono ligure e la vicinanza si sente. E poi perché il Festival significa famiglia, io lo seguivo sempre con i miei nonni. Ho alcuni momenti dello spettacolo scolpiti nella memoria: Silvestri che canta Salirò con il ballerino, uno spettacolo incredibile, e Gabbani che si inginocchia per rispetto davanti a Fiorella Mannoia, seconda, dopo aver vinto in modo del tutto inaspettato». Musicalmente però Alfa si muove su altre strade: «Vado in un’altra direzione, seguo il folk e il country americani, sono ascolti lontani dalla cultura di Sanremo».
Il folk all’Ariston sarà una sorpresa per molti: «Mi piaceva fare tutto un disco di folk italiano, una cosa inusuale. Unire cioè la scuola dei cantautori di Genova, da dove vengo, e il folk statunitense: la scrittura per immagini è molto simile e la chitarra unisce Fabrizio De André e i miei artisti preferiti come Bon Iver e i Lumineers. All’Ariston sarà una scommessa ma è anche vero che le canzoni folk di Ed Sheeran sono arrivate al pubblico anche se cantate in inglese, mancava l’italiano, ora ci ho provato io».
La canzone sembra possedere una positività a oltranza, addirittura in un verso Alfa usa il paradosso: “Ma se morirò da giovane spero sia dal ridere, ma se morirò da giovane qualcosa avrò da scrivere”: «La positività nelle canzoni è sempre stato il mio marchio di fabbrica, per me la musica è innanzitutto terapia, medicina, il mio migliore amico; quello che scrivo parte da una mia esigenza, cerco di avere un approccio emotivo sincero, normale, voglio essere un portavoce della normalità».
Positivo anche il titolo dell’album che esce il 16 febbraio, Non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato: «Parla di amore, ma non autobiografico, l’amore che percepisci quando vedi una coppia baciarsi in strada o il nonno che porta il nipotino a scuola. Io quando cammino per Genova e vedo un tramonto sul mare: un’immagine talmente forte che chi l’ha creata non poteva che essere innamorato».