“Faccende complicate”, le surreali inchieste firmate Valerio Lundini
di Antonio DipollinaCome previsto, le “inchieste reali su realtà surreali” sono semmai il contrario. Oppure no, ma se solo ci si pone il problema vuol dire che si è finiti nelle — piacevoli — spire della sana follia di Valerio Lundini, uno tecnicamente giovane — anche se sarebbero 37 anni — che dopo i successi tv di nicchia e il divertimento costante dell’andare in giro a fare musica ha sparigliato l’avvenire, nonché il presente, inventandosi per RaiPlay questi reportage (Faccende complicate, sei episodi, su dieci, disponibili).
Di che si tratta? È la domanda ovvia ed è un’altra trappola: si può impazzire a trovare una definizione giusta. Meglio spiegare il soggetto di una delle puntate, mezz’ora ciascuna: Lundini prende un ragazzo che cerca casa in affitto con dis…
Come previsto, le “inchieste reali su realtà surreali” sono semmai il contrario. Oppure no, ma se solo ci si pone il problema vuol dire che si è finiti nelle — piacevoli — spire della sana follia di Valerio Lundini, uno tecnicamente giovane — anche se sarebbero 37 anni — che dopo i successi tv di nicchia e il divertimento costante dell’andare in giro a fare musica ha sparigliato l’avvenire, nonché il presente, inventandosi per RaiPlay questi reportage (Faccende complicate, sei episodi, su dieci, disponibili).
Di che si tratta? È la domanda ovvia ed è un’altra trappola: si può impazzire a trovare una definizione giusta. Meglio spiegare il soggetto di una delle puntate, mezz’ora ciascuna: Lundini prende un ragazzo che cerca casa in affitto con disponibilità limitata di mezzi. È italiano ma è nero, nonché gay, al telefono sembra di parlare con un romano d’origine: il proprietario gli fissa quindi l’appuntamento e appena lo vede, guarda caso, lo stesso è stato appena affittato.
Lundini in proprio prende un altro appuntamento e l’appartamento è tornato libero. Fin qui siamo a una (parodistica) inchiesta tv di quelle da riempitivo di programmi del pomeriggio. Ma succede che il ragazzo nero si lamenta e dice che sono cose da Medioevo. Lundini allora lo porta a una festa medievale e gli fa incontrare un esperto che gli spiega che nel Medioevo si era assai evoluti.
E altre follie così, altalenanti da una puntata all’altra, ma la media è buona e soprattutto Lundini lancia il suo “provate a prendermi” a quelli che lo vogliono incasellare dentro un genere. È satira, è parodia, sono finte inchieste, è improvvisazione o invece è tutto assai scritto e studiato: le grandi domande della vita, applicate a uno che non appena vede una definizione ha pronto lo sberleffo giusto per sottrarsi, e senza nemmeno farsi scoprire. Provare a prenderlo, Lundini: può valerne davvero la pena.
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“Lo so, è una domanda strana ma devo farla: che si dice in Inghilterra della prostata di Carlo?” (Myrta Merlino, Pomeriggio 5, Canale 5).