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‘Farwest’ e la missione (quasi) impossibile di Salvo Sottile

Salvo Sottile conduce 'Farwest'

 
Multischermo \ Su Rai3 il programma d’approfondemto va in onda ogni lunedì sera
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Le puntate scorrono ormai da un po’ ma la conferma è che è difficile imporsi se si nasce da un corto circuito. Ovvero quello innescato in Rai dalla fuga di Fabio Fazio verso zone più appaganti. In fretta e furia si decide che nella preziosa domenica sera di Rai3 ci deve finire Report. E il lunedì? Arriva Salvo Sottile, coronando una legittima ambizione, quella di fuggire (anche lui) dalle tarde mattine televisive e riprendere l’approccio da cronista su fatti importanti. Nasce così Farwest – l’intento è appunto quello di gettarsi dentro zone e storie senza controllo nel nostro paese. E però non è come dirlo, visto che le modalità di inchieste e reportage dal campo d’azione sono in overbooking televisivo ormai da molto tempo.

Gli spazi ci sono, i modi li hanno esauriti da quel dì: per cui Sottile si premura di implorare che nessuno dica che loro sono gli anti-Report, ma poi il pubblico ha bisogno di sintesi estreme e anti-Report in realtà suona bene. Oppure si rifiuta, nonostante grafic…

Le puntate scorrono ormai da un po’ ma la conferma è che è difficile imporsi se si nasce da un corto circuito. Ovvero quello innescato in Rai dalla fuga di Fabio Fazio verso zone più appaganti. In fretta e furia si decide che nella preziosa domenica sera di Rai3 ci deve finire Report. E il lunedì? Arriva Salvo Sottile, coronando una legittima ambizione, quella di fuggire (anche lui) dalle tarde mattine televisive e riprendere l’approccio da cronista su fatti importanti. Nasce così Farwest – l’intento è appunto quello di gettarsi dentro zone e storie senza controllo nel nostro paese. E però non è come dirlo, visto che le modalità di inchieste e reportage dal campo d’azione sono in overbooking televisivo ormai da molto tempo.

Gli spazi ci sono, i modi li hanno esauriti da quel dì: per cui Sottile si premura di implorare che nessuno dica che loro sono gli anti-Report, ma poi il pubblico ha bisogno di sintesi estreme e anti-Report in realtà suona bene. Oppure si rifiuta, nonostante grafiche e perfino il tono di certi inviati, l’accostamento al modello Iene. Ma vai a convincere qualcuno. A quel punto restano i contenuti, per valutare: l’altra sera, per dire, sbuca un incubo dal passato: Avetrana. Se ne parla per un’ora almeno, il primo istinto sarebbe quello di fuggire altrove. E però alla fine un senso c’è, c’è anche l’avvocato Coppi con dichiarazioni di grande emotività professionale. Ma se Avetrana torna di moda (il rischio esiste) arrivano quelli di decine di altri programmi di mattina, pomeriggio e sera, e chi la ricorderà la parentesi calata nel Farwest? Che se fosse solo l’Italia, ancora ancora. Ma Farwest è soprattutto la televisione che la racconta, e muoversi dentro è un’impresa titanica.

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“Zuleyha viene scagionata in quanto sulla pistola non ci sono le sue impronte. La pistola era stata consegnata alla Polizia da Abdulkadir per incastrare Zuleyha. Ma Mehemet era riuscito a cancellare le impronte” (Terra Amara, Canale 5. Nelle soap turche tentano disperatamente di stare al passo con i veglioni dei politici italiani, ma non ce la fanno).

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