‘The woman in the wall’, la realtà delle Magdalene è più allucinante di un thriller
di Antonio DipollinaUn tema importante rende importante anche la serie, ma non funziona così in automatico. Bisogna invece essere bravi, a quel punto, e lo sono tutti quelli di The woman in the wall appena arrivato su Paramount+, un episodio a settimana. Produzione Bbc, si va in Irlanda, anzi si torna in quei luoghi per rievocare lo scandalo epocale delle case Magdalene — centri religiosi di rieducazione violenta che hanno imperversato per mezzo secolo da quelle parti. Dentro, giovani traumatizzate e rovinate per sempre, calcolate, a spanne, in trentamila unità nel corso dei decenni — l’ultima è stata chiusa nel 1996, addirittura.
Vent’anni fa il film di Peter Mullan che fece esplodere la questione, poi venne anche il Philomena di Stephen Frears. Adesso come autore c’è Joe Murtagh e soprattutto come protagonista c’è Ruth Wilson — parlando di serie, una vera numero uno. Siamo nel 2015, cittadina immaginaria d’Irlanda, Lorna è la matta del v…
Un tema importante rende importante anche la serie, ma non funziona così in automatico. Bisogna invece essere bravi, a quel punto, e lo sono tutti quelli di The woman in the wall appena arrivato su Paramount+, un episodio a settimana. Produzione Bbc, si va in Irlanda, anzi si torna in quei luoghi per rievocare lo scandalo epocale delle case Magdalene — centri religiosi di rieducazione violenta che hanno imperversato per mezzo secolo da quelle parti. Dentro, giovani traumatizzate e rovinate per sempre, calcolate, a spanne, in trentamila unità nel corso dei decenni — l’ultima è stata chiusa nel 1996, addirittura.
Vent’anni fa il film di Peter Mullan che fece esplodere la questione, poi venne anche il Philomena di Stephen Frears. Adesso come autore c’è Joe Murtagh e soprattutto come protagonista c’è Ruth Wilson — parlando di serie, una vera numero uno. Siamo nel 2015, cittadina immaginaria d’Irlanda, Lorna è la matta del villaggio o qualcosa del genere: in realtà viene trattata da banshee, ha crisi di sonnambulismo, non gestisce la rabbia, si accanisce con violenza su cose e simboli soprattutto religiosi. È una ex ragazzina reclusa nella Magdalene del luogo, le hanno portato via una bimba appena nata e lei era lì in quanto poco più che bimba anch’essa.
Intanto, a Dublino, un prete che gestiva la Casa viene assassinato e la sua auto portata fino al paesello di cui sopra. Dove intanto Lorna trova in casa sua una donna uccisa e chissà chi è stato, forse lei, forse uno dei mille diavoli che infestano il circondario.
Thriller gotico e tutto quello che si vuole, ma anche robusto crime con misteri e, ovvio, denuncia seria e puntuale — e non è mai troppo tardi — di una storia che mantiene una connotazione allucinante.
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È sempre una buona cosa dare un’occhiata a Blob. L’altra sera, un paio di minuti d’epoca, allo stadio Olimpico di Roma in tribuna per un’occasione speciale. C’è Gianni Minà col microfono, di fronte a lui c’è Gigi Riva. E accanto a Riva c’è Enrico Berlinguer. Un terzetto niente male.