‘L’anello ritrovato’, come raccontare ai più giovani il male assoluto
di Antonio DipollinaLe rievocazioni – moltissime – passate in tv per la Giornata della Memoria hanno varie gradazioni, impatto comunque forte, spirito universalistico, qualcuna è di maniera e qualcuna no. Poi arriva il momento in cui ci si pone la domanda delle domande e tutto diventa impegnativo davvero: come si spiega la Shoah ai giovanissimi? O quanto meno, come si confeziona un lavoro di testimonianza in tema?
È il tentativo di questo L’anello ritrovato, cortometraggio passato venerdì su Rai 3 e realizzato per Rai Kids: ci sono due ragazzi, Cecilia e David, lui è romano e sta per celebrare il suo Bar Mitzvah passando all’età adulta, lei ha un rapporto contrastato con lui, si ritrovano ma soprattutto lui ritrova in casa un anello.
La ricerca delle origini riporta direttamente ai giorni dell’infamia più grande, settembre 1943, il ricatto nazista dell’oro degli ebrei romani, l’oro raccolto e la promessa, tradita, di non deportarne duecento. Una storia terribile che riconduce alla figura di Giacomo Mosca…
Le rievocazioni – moltissime – passate in tv per la Giornata della Memoria hanno varie gradazioni, impatto comunque forte, spirito universalistico, qualcuna è di maniera e qualcuna no. Poi arriva il momento in cui ci si pone la domanda delle domande e tutto diventa impegnativo davvero: come si spiega la Shoah ai giovanissimi? O quanto meno, come si confeziona un lavoro di testimonianza in tema?
È il tentativo di questo L’anello ritrovato, cortometraggio passato venerdì su Rai 3 e realizzato per Rai Kids: ci sono due ragazzi, Cecilia e David, lui è romano e sta per celebrare il suo Bar Mitzvah passando all’età adulta, lei ha un rapporto contrastato con lui, si ritrovano ma soprattutto lui ritrova in casa un anello.
La ricerca delle origini riporta direttamente ai giorni dell’infamia più grande, settembre 1943, il ricatto nazista dell’oro degli ebrei romani, l’oro raccolto e la promessa, tradita, di non deportarne duecento. Una storia terribile che riconduce alla figura di Giacomo Moscati, allora adolescente, storia vera, che consegnò quell’anello: e fu protagonista di un’amicizia che mantiene un valore simbolico fortissimo che viene fatto emergere nei passaggi di questa mini-fiction - in live action il presente mentre per il passato si usa l’animazione.
Diretto da Alessandro Celli, scritto e prodotto da Simona Ercolani, L’anello ritrovato tenta, con i due protagonisti e il passo del racconto, un approccio amichevole per i giovani che guardano oggi le serie tv dedicate a loro. Il presente, tra politica interna e tragici conflitti internazionali, infligge loro snodi delicatissimi e provoca smarrimento. La risposta di lavori come questo alla domanda di cui sopra è, sostanzialmente: teniamo salde le basi che servono a capire il passato, il resto verrà, o lo si spera tantissimo.
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Davvero memorabile il Tg1 dell’altra sera nella lunga apertura con la missione spaziale e il ministro Lollobrigida in studio a magnificare la pasta inviata nello spazio. Si registrano spettatori che non riescono ancora a schiodarsi dallo schermo. Unico slogan possibile: Dove c’è Barilla c’è Nasa.