“The Curse”, Emma Stone e l’eredità di “Twin Peaks”
di Antonio DipollinaSi chiama The Curse, si trova su Paramount+, sono dieci episodi corposi – forse troppi. Inoltre è disponibile da novembre ma da noi bucare lo schermo in queste cose non è come dirlo: e questo nonostante la protagonista abbia un Oscar in casa e sia Emma Stone.
Finché l’altro giorno uno come Cristopher Nolan, mica uno qualsiasi, ha detto la sua: “The Curse non somiglia a niente che sia mai passato in tv, è incredibile e sarà imprescindibile per il futuro, come ai tempi lo fu Twin Peaks”.
Magari Nolan era in una fase troppo euforica, ma il messaggio ha funzionato e la serie – finora confinata come esperimento indie per giovani con molti grilli per la testa, ha avuto un sussulto planetario o quasi.
La serie l’hanno creata due trenten…
Si chiama The Curse, si trova su Paramount+, sono dieci episodi corposi – forse troppi. Inoltre è disponibile da novembre ma da noi bucare lo schermo in queste cose non è come dirlo: e questo nonostante la protagonista abbia un Oscar in casa e sia Emma Stone.
Finché l’altro giorno uno come Cristopher Nolan, mica uno qualsiasi, ha detto la sua: “The Curse non somiglia a niente che sia mai passato in tv, è incredibile e sarà imprescindibile per il futuro, come ai tempi lo fu Twin Peaks”.
Magari Nolan era in una fase troppo euforica, ma il messaggio ha funzionato e la serie – finora confinata come esperimento indie per giovani con molti grilli per la testa, ha avuto un sussulto planetario o quasi.
La serie l’hanno creata due trentenni già noti a quelli avvezzi al genere, Benny Safdie e Nathan Fielder che recitano anche i due ruoli principali maschili. Quest’ultimo è Asher e ha il volto e il tono perfetti per il ruolo: che è quello del marito di Whitney, appunto Emma Stone. Insieme, giovani sposi, mettono in piedi una società che modernizza e ambientalizza le case fatiscenti, al confine con il New Mexico e in particolare in una comunità sottoposta a gentrificazione spietata.
Pieni di buone intenzioni, stanno anche girando un programma tipo Real Time diffondendo il bene, una carità pelosa che a noi ricorda qualcosina. Il programma è orrendo, finto e ipocrita, ma non più di quelli veri.
Piccolo particolare, lei, Emma-Whitney è la figlia dei due principali speculatori in zona. L’insieme è esplosivo, anche senza aggiungere i guai di coppia dei due, insieme esilaranti – con toni alla Wes Anderson - e deprimenti, ma soprattutto imbarazzanti o, come si dice adesso, cringe. E cringe è il tono prevalente di tutto quanto, in un susseguirsi di vicende che in effetti rendono l’insieme lontanissimo dalla routine. E se qualcuno dice che ormai le serie si somigliano tutte, The Curse è in effetti la prova esatta, e disorientante al massimo, per smentire.
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“Tutti pensano che io abbia scritto Gelato al cioccolato dopo un viaggio in Africa... Perché ridete? Ma io in Africa non ci sono mai stato!” (Cristiano Malgioglio, Tali e quali, Rai 1)