Amadeus sfida se stesso: il suo quinto Sanremo, un luna park generalista che unisce l’Italia

Amadeus sfida se stesso: il suo quinto Sanremo, un luna park generalista che unisce l’Italia
(fotogramma)

La 74esima edizione si annuncia come un festival monstre con trenta artisti in gara, coconduttori, coconduttrici, ospiti che sbucano come funghi. E la musica al centro di tutto

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E al quinto set, in questo caso il quinto Festival di Sanremo, bisogna solo superare se stessi. Amadeus è serafico, è un sostenitore della resilienza, potrebbe fare l’insegnante di yoga: lavora al suo quinto Sanremo controllando anche l’ultimo monitor sul palco, curando i dettagli, ignorando i rumori di fondo. Deve fare un grande spettacolo e far divertire il pubblico, come si diverte lui. La stagione televisiva è quella che è: tocca rianimare gli italiani stremati da talk politici, spesso senza capo né coda e fiction non sempre indimenticabili, riempire le radio di nuovi tormentoni. Lo sa bene. Sulla carta, impresa fattibile.

(ansa)

Sanremo, un festival per tutti

Come sarà la 74ma edizione del festival monstre - trenta cantanti schierati, un drappello di ospiti che sbucano come funghi – che si apre martedì 6 febbraio? Un grande luna park della tv generalista, con attrazioni per tutti i gusti e qualche punto fermo. Al centro, la musica che tiene incollati davanti alla tv nonni e nipoti (Ricchi e Poveri e Maninni), il vincitore che la prima sera presenterà i colleghi: e Marco Mengoni padrone di casa sarà una sorpresa. Fiorello invece è una conferma, presenza imprevedibile e inarrestabile, che si sposterà dal suo glass alla platea e salirà sul palco dell’Ariston accanto all’amico di una vita la serata finale. Sarà in onda anche a Viva Rai2!, il suo sarà un Festival senza sonno, con Alessia Marcuzzi complica la sera. Sanremo al quadrato, al cubo; in tv, in radio, sulla nave ancorata al largo, in piazza. Il mantra: parlare a tutti, far cantare tutti, fare un festival per tutti. D’altronde, Sanremo ha unito l’Italia: dopo la presenza del presidente della Repubblica al Teatro Ariston, a quale altra sorpresa si può pensare?

“Una festa della musica e dell’amicizia”

Come sarà la 74ma edizione del festival monstre - trenta cantanti schierati, un drappello di ospiti che sbucano come funghi – che si apre martedì 6 febbraio? "Una festa della musica e dell'amicizia" lo definisce il conduttore e direttore artistico, ospite di Bruno Vespa a Porta a porta. Un grande luna park della tv generalista, con attrazioni per tutti i gusti e qualche punto fermo. Al centro, la musica che tiene incollati davanti alla tv nonni e nipoti (Ricchi e Poveri e Maninni), il vincitore che la prima sera presenterà i colleghi: e Marco Mengoni padrone di casa sarà una sorpresa. Fiorello invece è una conferma, presenza imprevedibile e inarrestabile, che si sposterà dal suo glass alla platea e salirà sul palco dell’Ariston accanto all’amico di una vita la serata finale. Sarà in onda anche a Viva Rai2!, il suo sarà un Festival senza sonno, con Alessia Marcuzzi complica la sera. I record di Pippo Baudo, 13 festival, e Mike Bongiorno, 11 festival, e Amadeus chiosa: "Amadeus cinque. Il quinto ancora lo dobbiamo fare".

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"Per Fiorello palco vietato fino a sabato”

Dice che con Fiorello "può accadere di tutto. Sarà qui fuori dal Teatro Ariston con il suo glass, sarà un collegamento continuo. Poi il sabato sarà coconduttore con me, però potrà accadere di tutto durante le quattro sere e io non so assolutamente ciò che potrà fare. Potrà uscire dal glass e entrare in teatro, ma non potrà mai salire sul palco: può entrare in platea e arrivare fino alla base dell'orchestra ma non può salire sul palco, è vietato fino a sabato. È il nostro festival, non avrei mai potuto farne quattro e mi accingo a fare il quinto, senza avere Fiorello con me. Mi fa molto ridere, è come un fratello maggiore, cerca sempre di consigliarmi per il meglio, di essermi sempre vicino, per me è fondamentale”. Lo definisce la sua coperta di Linus.

Le coconduttrici: Giorgia, Teresa Mannino e Lorella Cuccarini

Sanremo al quadrato, al cubo; in tv, in radio, sulla nave ancorata al largo, in piazza. Il mantra: parlare a tutti, far cantare tutti, fare un festival per tutti. D’altronde, Sanremo ha unito l’Italia: dopo la presenza del presidente della Repubblica al Teatro Ariston, a quale altra sorpresa si può pensare? Una piccola rivoluzione, Amadeus, l’ha fatta: scegliendo tre partner fiftysomething (Giorgia, Teresa Mannino e Lorella Cuccarini), tre signore professioniste che sanno fare benissimo il proprio lavoro.

L’ultimo festival di Amadeus?

Che poi questo sarà davvero il suo ultimo festival è ancora tutto da vedere. Facciamolo iniziare, mentre già impazza il toto-successori (Alessandro Cattelan, e nelle case sembra di sentir risuonare d a Nord a Sud, la voce delle nonne distratte: “Cattelan chi?”), Carlo Conti, e il conte di Montecristo Paolo Bonolis che però ha già spiegato che se mai lo rifarà, lo vuole cambiare tutto, servono grandi investimenti. E tutti questi i soldi non sembra che la Rai li abbia.

"Lo Swiffer delle polemiche”

Certo il festivalone senza influencer, mariti ingombranti e messaggi sulle stole, sulla carta sembra il Sanremone di una volta, classico, allegro, in cui tutti sanno fare il proprio mestiere che quasi ti auguri l’imprevisto – ed è matematico, ci sarà, perché tutte quelle ore di diretta ingigantiscono ogni acaro della polvere. E ha ragione Fiorello, Amadeus è “lo Swiffer delle polemiche”.

Ospiti e vetrine

Per ora solo il gentile no di Jannik Sinner ha fatto discutere, ma intanto si intravedono all’orizzonte trionfi, folle urlanti e lacrime per Russell Crowe, John Travolta, Eros Ramazzotti, Giovanni Allevi, Roberto Bolle. E la sera dei duetti le superstar che affiancheranno i cantanti in gara saranno felici di godersi la festa (da Cocciante a Nannini e Vecchioni): se karaoke deve essere, che karaoke sia. Non c’è da vergognarsi. E poi ci sono gli ospiti che fanno show, i protagonisti delle serie di punta, che accorrono a promuovere le messe in onda, da Sabrina Ferilli (Gloria) a Leo Gassmann (Califano), da Luca Argentero (Doc) ai cast di Mameli e Mare fuori, che ha già sbancato gli ascolti di RaiPlay, a Edoardo Leo (Il clandestino). Non c’è vetrina migliore per i prodotti Rai.

“Sanremo si ama”

Amadeus si augura che la politica non tocchi palla, ma tutto diventa politica e nella settimana in cui il Paese si anestetizza a colpi di canzoni - belle, mediocri e brutte, in genere le più orecchiabili da cantare subito in auto ascoltando la radio - qualcuno avrà da ridire, perché è come quando gioca la Nazionale. ‘Sanremo si ama’ è lo slogan di quest’anno, e naturalmente si critica. I vertici Rai, l’ad Roberto Sergio e il direttore generale Sergio Rossi, si giocano le loro carte in un clima di attesa per poi salire, nella migliore tradizione, sul carro del vincitore o scenderne il più presto possibile.

I numeri: pubblicità e ascolti

Per la Rai questo luna park - in cui non si sa bene perché, l’attrazione più affollata è il tiro al bersaglio - continua a essere un affare per la pubblicità. Nel 2023 si superanno i 50 milioni di euro, nel 2022 42 milioni, circa 38 nel 2020. È la settimana in cui i numeri, i dati d’ascolto, fanno davvero la differenza per il servizio pubblico in una stagione in cui l’Auditel non regala grandi gioie, con il pubblico sempre più parcellizzato. Sanremo resta l’evento televisivo da vedere, magari per un paio d’ore (tutti al lavoro, chi resisterà alla maratona notturna?). Ci sono RaiPlay, i telegiornali, tutti i programmi televisivi possibili e immaginabili che h24 si occuperanno dell’evento: nessuno, anche volendo, si perderà niente. I numeri, allora. L’anno scorso la media della serata finale segnò il 66% di share, la più alta dal 1997, quando il terzetto irreistibile Mike Bongiorno-Piero Chiambretti-Valeria Marini conquistò il 68,29%. Amadeus sfida se stesso: se resterà concentrato come Sinner, porterà a casa la sua partita alla grande.

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