✕

Se il noir resisterà all’Intelligenza artificiale

Multischermo / Su Rai 3 a ‘Quinta dimensione’ l’intervista di Barbara Gallavotti al giallista Michael Connelly
1 minuti di lettura

C’è un programma che parla di scienza e di nuova scienza e di confini della medesima e prevede un’intervista con Michael Connelly. Come invito era di quelli irresistibili. Connelly è uno dei massimi giallisti al mondo, ha creato il detective Harry Bosch — sempre imperdibili le stagioni di serie tv su Prime Video — e quanto ai confini ha sempre badato a tenere altissima la vecchia scuola del giallo. Ammodernando il giusto qui e là, fermo restando che Bosch in casa tiene il jazz solo dentro i vinili e quando un collaboratore scova una prova decisiva in un cd-rom e gli chiede «ma chi ha più un lettore di cd-rom?» replica:«io a casa ho anche lo Stereo 8». Ma così si va fuori tema. Il programma di cui sopra è Quinta dimensione, che ha appena concluso la nuova stagione su Rai 3 il sabato sera. Barbara Gallavotti, scuola Piero Angela, ha il compito ingrato, più o meno come tutti, di tenere insieme i vecchi codici di divulgazione e lanciare comunque lo sguardo dentro il futuro che in effetti …

C’è un programma che parla di scienza e di nuova scienza e di confini della medesima e prevede un’intervista con Michael Connelly. Come invito era di quelli irresistibili. Connelly è uno dei massimi giallisti al mondo, ha creato il detective Harry Bosch — sempre imperdibili le stagioni di serie tv su Prime Video — e quanto ai confini ha sempre badato a tenere altissima la vecchia scuola del giallo. Ammodernando il giusto qui e là, fermo restando che Bosch in casa tiene il jazz solo dentro i vinili e quando un collaboratore scova una prova decisiva in un cd-rom e gli chiede «ma chi ha più un lettore di cd-rom?» replica:«io a casa ho anche lo Stereo 8». Ma così si va fuori tema. Il programma di cui sopra è Quinta dimensione, che ha appena concluso la nuova stagione su Rai 3 il sabato sera. Barbara Gallavotti, scuola Piero Angela, ha il compito ingrato, più o meno come tutti, di tenere insieme i vecchi codici di divulgazione e lanciare comunque lo sguardo dentro il futuro che in effetti è l’obiettivo del programma, giunto alla terza edizione. Nella puntata di sabato i giallisti erano giustificati dal tema: ovvero come la tecnologia del presente e quella del futuro cambiano la criminalità e insomma se sarà mai possibile raccontare ancora storie noir quando, anche in tema criminale, farà tutto l’Intelligenza artificiale. In stagione Gallavotti si è anche occupata di ambiente, di mondi oltre la percezione e, un attimo prima che Elon Musk annunciasse le sue nuove trovate, di cervello umano e relative prospettive. Come detto, in ottima compagnia con tutto il resto della comunicazione attuale, ormai si fa una gran fatica a far stare tutto dentro un quadro di riferimento logico: il futuro è un’ipotesi, l’evoluzione di tutto quanto, idem. Preziosissimo, e ormai presenza tv di quelle che illuminano l’intero panorama, il contributo in ogni puntata di Amalia Ercoli-Finzi, come ben sanno anche in altri luoghi, vedi la Splendida cornice di Geppi Cucciari.

***

Allontanato per le note vicende, Memo Remigi è tornato in Rai ospite di Pierluigi Diaco e appare riabilitato e perfetto per quei programmi che necessitano di un tocco in più.

Leggi i commenti