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Zuckerberg, il Metaverso e i suoi effetti collaterali

Multischermo / Il doc sull’inventore di Facebook su Sky e Now
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Una vita trascorsa a chiedere scusa, un caso di mitomania realizzata, ma l’occhio al conto in banca dice che ne valeva la pena, eccome.

Su Sky Documentaries – disponibile in streaming su Now - è arrivato il doc Zuckerberg – Il Re del Metaverso e l’occasione sono i vent’anni dalla creazione di Facebook. Fin da quell’inizio che già diceva parecchio, ovvero tutto nato da un sito che classificava gli studenti del college in ordine di avvenenza.

Una bambinata che avrebbe però innescato la trasformazione conseguente, fino a cambiare il mondo e non è un modo di dire. Firmato da Nick Green, il doc è come un lungo servizio di Report, ma inattaccabile. La storia, le vicende, gli sfondoni del divino Zuck nei rapporti tra il suo social network e la politica mondiale, o locale, riflettono il suo credo: prima fai una cosa e poi eventualmente chiedi scusa.

Appunto, non farà altro nei vent’anni a seguire – e forse il declino, ma un bel declino davvero, arriverà soltanto dall’invasione nel segno di El…

Una vita trascorsa a chiedere scusa, un caso di mitomania realizzata, ma l’occhio al conto in banca dice che ne valeva la pena, eccome.

Su Sky Documentaries – disponibile in streaming su Now - è arrivato il doc Zuckerberg – Il Re del Metaverso e l’occasione sono i vent’anni dalla creazione di Facebook. Fin da quell’inizio che già diceva parecchio, ovvero tutto nato da un sito che classificava gli studenti del college in ordine di avvenenza.

Una bambinata che avrebbe però innescato la trasformazione conseguente, fino a cambiare il mondo e non è un modo di dire. Firmato da Nick Green, il doc è come un lungo servizio di Report, ma inattaccabile. La storia, le vicende, gli sfondoni del divino Zuck nei rapporti tra il suo social network e la politica mondiale, o locale, riflettono il suo credo: prima fai una cosa e poi eventualmente chiedi scusa.

Appunto, non farà altro nei vent’anni a seguire – e forse il declino, ma un bel declino davvero, arriverà soltanto dall’invasione nel segno di Elon Musk, non perché più deleterio di Zuck ma perché più attrattivo. Ovvio, collaboratori di primo piano e dirigenti citano continuamente la Primavera araba e il ruolo cruciale di Facebook: e glissano su Trump, ma la storia qui è ben raccontata.

Rimane, in chiusura dei novanta minuti, una sensazione difficile da scansare. E nasce scrutando l’espressione di Zuck nelle molte udienze davanti al Congresso o nei rari passaggi in cui viene incalzato. È lo sguardo di chi sta pensando: “Ma io ho inventato tutto questo e la gente vuole questo, degli effetti collaterali importa quasi a nessuno. Cosa volete esattamente da me?”. E a quel punto andare a chiedere un parere a tutti gli utilizzatori dei social richiederebbe un centinaio di vite, quindi magari sarà per un’altra volta.

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Inizia una settimana nella quale è giusto segnalare alternative tv, possibilmente ispirate a perversione assoluta. Stasera, Canale 5, In viaggio su Marte, regia di Neri Parenti, del 2020, Christian De Sica e Massimo Boldi. Boldi non può risposarsi e allora decide di andare su Marte dove non c’è legislazione, ma viene risucchiato da un buco nero...

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