Le pagelle della seconda serata di Sanremo 2024
di Ernesto AssanteSeconda serata del 74esimo Festival di Sanremo. Si esibiscono quindici artisti, presentati dagli altri quindici in base a un abbinamento deciso per sorteggio da Amadeus nel corso della conferenza stampa. I brani sono votati dalla nuova giuria delle radio e dal pubblico a casa con il televoto: a inizio serata Amadeus annuncia i codici per votare. E a fine serata, insieme alla co-conduttrice Giorgia, comunica le prime cinque posizioni della classifica.
Clara
Diamanti grezzi
Brava e promettente, sa stare bene in scena, canta con sicurezza, il brano non brilla ma lei fa comunque una bella figura
6
Irama
Tu no
Irama è un cantante “moderno” con un’anima “antica” e questo equilibrio lo rappresenta perfettamente con Tu no, che canta molto bene, sfruttando il crescendo orchestrale per costruire un finale …
Seconda serata del 74esimo Festival di Sanremo. Si esibiscono quindici artisti, presentati dagli altri quindici in base a un abbinamento deciso per sorteggio da Amadeus nel corso della conferenza stampa. I brani sono votati dalla nuova giuria delle radio e dal pubblico a casa con il televoto: a inizio serata Amadeus annuncia i codici per votare. E a fine serata, insieme alla co-conduttrice Giorgia, comunica le prime cinque posizioni della classifica.
Clara
Diamanti grezzi
Brava e promettente, sa stare bene in scena, canta con sicurezza, il brano non brilla ma lei fa comunque una bella figura
6
Irama
Tu no
Irama è un cantante “moderno” con un’anima “antica” e questo equilibrio lo rappresenta perfettamente con Tu no, che canta molto bene, sfruttando il crescendo orchestrale per costruire un finale carico di emozione
6.5
Annalisa
Sinceramente
“Quando quando quando” è un martello pneumatico, costruito per perforare ogni muro, abbattere ogni limite e lasciare debordare Sinceramente in ogni dove. Annalisa è brava, c’è poco da fare, sa come proporre ‘tormentoni’ e come cantare in maniera perfetta. Attendiamo canzoni più interessanti
6.5
Loredana Bertè
Pazza
Canta di sé e si diverte, si vede e si sente, e non avendo “bisogno di chi mi perdona”, si prende le ovazioni del pubblico e i voti delle giurie con olimpica tranquillità. E un pizzico di rock, oltretutto, tra le trenta canzoni del festival, ci voleva
7.5
Geolier
I p' me, tu p' te
Alla ricerca dell’“effetto Lazza” il pezzo non sfugge, sfortunatamente a una lunga serie di cliché. Geolier ha fatto di più e di meglio, ma è evidente che questo esordio sanremese lo spinge verso il mainstream
6.5
The Kolors
Un ragazzo una ragazza
Il ritornello è un chiodo che si infila nel cervello e “un ragazzo incontra una ragazza” si ripete incessantemente anche quando la canzone finisce. Cercano di diventare campioni mondiali di tormentoni, e hanno le carte in regola per farlo. E hanno costruito un numero con un balletto che il regista si è ostinato a non inquadrare. Ah, e ricorda anche Scream & shout di Will.I.Am
5
BigMama
La rabbia non ti basta
È energica, canta ma è anche una rapper, lancia la gonna e si diverte, dedica la canzone alla comunità queer, si impegna e fa del suo meglio con passione. BigMama è brava, sta prendendo sicurezza e vuole parlare a un pubblico più ampio. Ci riesce e bene, con una canzone seria e da ballare
7
Mahmood
Tuta gold
Ci sono un paio, forse di più, canzoni in “Tuta gold” e questo è il pregio maggiore di un brano che cambia atmosfera (anzi ‘mood’, inevitabilmente), colore, sentimento continuamente. Mahmood è una spanna sopra molti degli altri concorrenti, per come interpreta, per come scrive, per come sta sul palco, per come sorprende anche quando ci aspettiamo che lo faccia
8.5
Emma
Apnea
Canta in maniera diversa, con più sfumature e meno potenza, gioca con l’idea del tormentone nel ritornello, e comunque è fuori dalla sua abituale ‘comfort zone’. La canzone non è bellissima, ma è decisamente un interessante piccolo passo ‘fuori’ dal prevedibile
6.5
Gazzelle
Tutto qui
Alla seconda si scioglie, come giusto, e la canzone decolla. Cantautore della nuova leva, già ampiamente trionfatore della scena odierna, si prende il palco solo e soltanto con una canzone, niente trucchi, niente inganni. Molto bene
8
Il Volo
Capolavoro
Ma che gli dobbiamo dire? Cantano perfettamente, fanno simpatia, si sono ‘modernizzati’ senza tradire il loro spirito ‘classico’. Confesso un ‘cedimento strutturale’ e il rockettaro che è in me soffre nell’ammettere che il pezzo non mi dispiace. Anzi rispetto a molte delle canzoni di questo Festival la loro in qualche modo ‘brilla’. Ok, nel frattempo mi rimbocco la lapide…
7
Dargen D'Amico
Onda alta
Okay, al secondo ascolto è meglio, ma faremmo ancora fatica a sentirla per scelta, spontaneamente. Possiamo capire il tentativo ‘pedagogico’, cassa in quattro per far ascoltare una canzone con un testo serio a chi preferisce fottersene e ballare e apprezziamo il tentativo. La prossima volta se Dargen D’Amico avesse anche una bella canzone saremmo felici
5.5
Alfa
Vai!
Non c’è solo l’ Uh-Uh’ di “Song 2” dei Blur, ma anche qualche riferimento di troppo ai One Republic. Ma la canzone è molto piacevole e Alfa se la cava benissimo, con il cuoricino giallo sulla maglietta. E comunque meglio prendere spunto da belle canzoni, che da canzoni brutte, o no?
6
Renga Nek
Pazzo di te
Non c’è il trattino, non c’è la virgola, non c’è alcuna forma di separazione nel nome: sono a tutti gli effetti una ‘band’ nuova, Renga Nek. E entrambi ne escono alla grande, sfruttando la dinamica delle due voci e della simpatia di entrambi. Canzone piacevolmente ‘vecchia’, cantata in maniera impeccabile
7.5
Fred De Palma
Il cielo non ci vuole
Uscire dal suo solco ha fatto bene a Fred De Palma, perché Il cielo non ci vuole è un brano ben costruito, pop contemporaneo, con tutti i limiti e i pregi del caso. De Palma canta bene, era un rapper, ha fatto reggaeton, e adesso cerca di andare altrove.
5.5