Giovanni Allevi dopo l’esibizione all’Ariston: “La diagnosi il momento più brutto ma è anche l’inizio della guarigione”
a cura della redazione SpettacoliHa emozionato il pubblico dell’Ariston e i milioni di spettatori a casa con un toccante discorso sulla malattia e i doni che porta, si è esibito per la prima volta dopo due anni davanti a un pubblico e ha consegnato il suo nuovo brano Tomorrow, veramente un inno al futuro. Poi il maestro Giovanni Allevi è stato ospite di Ema Stokholma e Gino Castaldo su Rai Radio 2.
"L’argomento è delicatissimo – ha commentato Allevi dopo la sua performance – però dentro di me ho sentito una grande gioia che è partita subito ed è andata aumentando. Ho avuto un affetto da parte del pubblico incredibile. Fino a pochi mesi fa ero disteso su un lettino attaccato alle flebo e se mi avessero detto che mi sarei trovato a Sanremo non ci avrei mai creduto”.
Partirà a breve il tour ma Allevi ha tutte le intenzioni di non dimenticare quel lettino. “Sì non me lo voglio scordare perché la sofferenza è l’incontro con la vita autentica. Voglio prendere forza da quel lettino per andare incontro al tour nell’abbraccio della gente”.
Il maestro ha parlato anche della nuova composizione. “Tomorrow l’ho scritto durante la lunga degenza all’Istituto dei tumori di Milano, una struttura pubblica fantastica, tutti i pazienti lì hanno l’impressione di essere in una grande famiglia. Il momento più difficile è quando arriva la diagnosi ma poi quello è il momento in cui inizia la guarigione. Ci si incontra tutti davanti all’ascensore, che è un ascensore lento, lì si fanno due chiacchiere e lì ho scoperto i guerrieri, anime straordinarie che mi hanno dato forza”.
Poi ha spiegato che “questo tipo di neoplasia non si vince, io sto continuando a fare terapie ma ogni volta che vado trovo energia perché in un luogo dove c’è tanta sofferenza non ho più paura e mi sento parte del tutto. Poi c’è il talento dei medici e la ricerca scientifica, nel buio io vedo la luce”.