L’ombra del razzismo su Napoli e Geolier: “Hanno detto che rubo ma ho solo i miei fan”
dal nostro inviato Carlo MorettiSanremo — I fischi e i buu della galleria dell’Ariston contro Geolier diventano un caso politico, oltre che artistico. Ma la contestazione della vittoria del rapper napoletano nella serata dei duetti, affiancato da Guè, Luchè e Gigi D’Alessio, rivela soprattutto il nervo scoperto dell’odio campanilista che si agita sui social, frasi da tifoserie contrapposte che si scatenano nei luoghi comuni più triti: “Televoto controllato dalla camorra”, “napolicani”, “non canti in italiano, che ci fai qui”.
Geolier è stato subito difeso da Amadeus, che l’ha fortissimamente voluto al Festival, tanto da cambiare la parte del regolamento che vietava l’uso preponderante del dialetto nelle canzoni in gara. Il direttore artistico è stato colpito negativamente soprattutto dall’abbandono del teatro di una parte del pubblico dopo l’annuncio della vittoria: «Mi ha fatto male vedere le persone andare via. Mi è capitato di vedere la mia squadra perdere ma non sono mai andato via, è una forma di rispetto. Cerc…
Sanremo — I fischi e i buu della galleria dell’Ariston contro Geolier diventano un caso politico, oltre che artistico. Ma la contestazione della vittoria del rapper napoletano nella serata dei duetti, affiancato da Guè, Luchè e Gigi D’Alessio, rivela soprattutto il nervo scoperto dell’odio campanilista che si agita sui social, frasi da tifoserie contrapposte che si scatenano nei luoghi comuni più triti: “Televoto controllato dalla camorra”, “napolicani”, “non canti in italiano, che ci fai qui”.
Geolier è stato subito difeso da Amadeus, che l’ha fortissimamente voluto al Festival, tanto da cambiare la parte del regolamento che vietava l’uso preponderante del dialetto nelle canzoni in gara. Il direttore artistico è stato colpito negativamente soprattutto dall’abbandono del teatro di una parte del pubblico dopo l’annuncio della vittoria: «Mi ha fatto male vedere le persone andare via. Mi è capitato di vedere la mia squadra perdere ma non sono mai andato via, è una forma di rispetto. Cerchiamo di avere rispetto di tutti. Geolier è un ragazzo, diamo il buon esempio. Ora c’è questa fazione per Napoli o contro Napoli, non la puoi frenare, Geolier se ne deve fregare, deve andare avanti, chiunque possa vincere penso che se lo sarà meritato».
Geolier non pensa a una forma di razzismo: «Non credo ci sia più questa cosa del razzismo Nord-Sud, non esiste. Io rappresento la Napoli dei ragazzi che ce la vogliono fare. Esiste la Napoli bella e la Napoli brutta come in ogni città». Poi si è difeso dalle accuse: «Mi sono esibito, non mi sento di aver rubato nulla... Rubare è una brutta parola, io ho i fan che mi supportano».
Per Enzo Avitabile, grande musicista napoletano, «i fischi sono una questione che riguarda più che altro il teatro Ariston. «La musica non è una partita di calcio, la musica è incontro. Razzismo? Ma per carità. Queste sono interpretazioni che riguardano un aspetto popolare, ma chi ama la musica, la gente di tutti i giorni, non si fa di questi problemi».
Ne è convinto anche Diodato: «Non lo vedo come antimeridionalismo, perché la gara era tra Angelina e Geolier, e non mi risulta che Angelina sia di Milano. Piuttosto succede spesso che il pubblico in sala percepisce le cose in modo molto forte e che manifesti in modo evidente la sua contrarietà. È brutto sentire dei fischi ma non mi sembra che Geolier sia stato fischiato sul palco, è stata contestata la classifica».
Sanremo, Amadeus: "Ingiusti i fischi a Geolier, ha solo fatto il suo mestiere"
Per lo scrittore Maurizio de Giovanni «se dovessero essere i fischi di un Paese ancora diviso in due, come in tanti sostengono, sarebbero un’umiliazione nazionale. Io però credo che siano più semplicemente e tristemente i fischi dei vecchi di fronte alla vittoria dei giovani».
La contestazione ha suscitato l’intervento di molti politici, che l’hanno interpretata in chiave campanilista: “Noi gente del Sud non fischiamo mai né un artista né uno sportivo del Nord, né di un altro Paese. Forza Geolier, sei tutti noi!”, ha scritto sui social Stefano Graziano, deputato del Pd nato ad Aversa, capogruppo dem in commissione di Vigilanza Rai.
Sanremo, Diodato sui fischi a Geolier: "Non eleganti, ma non è antimeridionalismo"
E un’altra parlamentare del Sud, Pina Picierno del Pd, vice presidente del Parlamento europeo, originaria di Santa Maria Capua a Vetere, ha detto: «Qualcuno insinua che dietro il successo di Geolier ci siano giri strani, per alcuni addirittura la camorra. È uno stigma che accompagna tutte e tutti noi che siamo figli del Sud e della Campania, un pregiudizio frutto dell’ignoranza e della semplificazione». Il senatore sorrentino della Lega, Gianluca Cantalamessa, getta acqua sul fuoco: «Non credo sia stato contestato perché napoletano, ci sono sempre tifoserie contrapposte, come in altri campi anche nella musica».