✕

Il caso Geolier e il televoto. Ecco perché si discute tanto sul regolamento di Sanremo

(ansa)
Se un voto popolare esiste e oggi il festival è visto davvero molto da chi ascolta la musica tutto l’anno, dovrebbe esser giusto che questa opinione fosse rispettata
3 minuti di lettura

Sanremo non ha una legge scritta su tavole immutabili, il regolamento del voto è cambiato moltissime volte nel corso degli anni e prima del televoto, parliamo del pleistocene, si ricorda addirittura l’esistenza di una giuria di “consumatori di musica” sparsa in ogni regione, composta da persone che avevano comprato almeno due dischi nel corso dell’anno, consumatori molto moderati dunque. Il voto dei giornalisti, dall’era moderna, c’è più o meno sempre stato ma era confinato al necessario e sensato “premio della critica”.

Sanremo, Geolier scherza con Angelina dopo la finale: "Vuoi la pizza? Te la faccio io!"

I tempi sono cambiati pian piano, con il cambiare del panorama del mondo dei media, sono giustamente proliferate le radio e hanno avuto una loro sala stampa e un loro premio e a loro si sono aggiunti anche i componenti dell’esercito del web. Il voto popolare si è manifestato per la prima volta nel 1983, attraverso il Totip, ed è poi r…

Sanremo non ha una legge scritta su tavole immutabili, il regolamento del voto è cambiato moltissime volte nel corso degli anni e prima del televoto, parliamo del pleistocene, si ricorda addirittura l’esistenza di una giuria di “consumatori di musica” sparsa in ogni regione, composta da persone che avevano comprato almeno due dischi nel corso dell’anno, consumatori molto moderati dunque. Il voto dei giornalisti, dall’era moderna, c’è più o meno sempre stato ma era confinato al necessario e sensato “premio della critica”.

Sanremo, Geolier scherza con Angelina dopo la finale: "Vuoi la pizza? Te la faccio io!"

I tempi sono cambiati pian piano, con il cambiare del panorama del mondo dei media, sono giustamente proliferate le radio e hanno avuto una loro sala stampa e un loro premio e a loro si sono aggiunti anche i componenti dell’esercito del web. Il voto popolare si è manifestato per la prima volta nel 1983, attraverso il Totip, ed è poi rimasto, in versioni diverse (da quella telefonica a quella telematica) fino ad oggi.

Il voto popolare negli anni passati, diciamo fino a quattro o cinque anni fa più o meno, era in realtà quello del pubblico televisivo, di età adulta, non particolarmente avvezzo alla musica, sostanzialmente tradizionalista, poco disposto a accettare novità musicali e più orientato verso personaggi popolari. Il che rendeva Sanremo una repubblica a sé, un mondo nel quale circolava solo musica che esisteva e viveva in funzione di Sanremo, ma che non aveva nessun riscontro nella musica che poi veniva davvero ascoltata, comprata, vissuta non solo dagli appassionati ma anche più banalmente dai veri ‘consumatori’, attraverso dischi, radio, Internet.

L’esigenza di “compensare” dunque il voto popolare con una ‘correzione’ data da esperti, o da personaggi dello spettacolo o del mondo stesso della canzone, per rendere più vicine le premiazioni alla realtà musicale del Paese, aveva fatto arrivare ai fasti sanremesi la ben nota ‘giuria di qualità’, travolta da polemiche in alcuni anni perché aveva un peso rilevante e, composta da sole cinque o sei persone, condizionava troppo il risultato finale (con risultati in termini di qualità davvero notevoli, come nell’edizione in cui vinsero addirittura gli Avion Travel). Ci furono anni in cui per compensare anche la giuria di qualità votava anche l’orchestra, ma anche in quel caso non mancarono le contestazioni, leggendaria quella per l’arrivo in finale di Pupo, Canonici e Emanuele Filiberto a scapito di Malika Ayane e Noemi. Quindi, la facciamo breve, si è arrivati alla soluzione attuale, che vede votare il pubblico, ma anche i giornalisti e i rappresentanti di radio e web, con un peso paritario. Ma nel frattempo le cose sono molto cambiate anche in questo campo, i giornalisti accreditati al Festival sono diventati svariate centinaia e la maggior parte di loro frequenta la musica solo una volta all’anno, i ‘critici musicali’ sono sempre di meno e sempre meno rilevanti in un’era in cui è il web a dominare la comunicazione; e nella sala delle radio e del web si ragiona, giustamente, con le logiche della radio e del web.

E soprattutto, che è la cosa più importante, è cambiato il pubblico di Sanremo e quindi la platea dei televotanti: l’età media di chi segue il Festival è scesa in maniera impressionante, Sanremo si vede e si sente su molteplici piattaforme, chi ascolta e consuma la musica davvero partecipa in prima persona in ogni modo possibile. Il televoto popolare è oggi decisamente più vicino alla realtà della musica italiana ed è diventato del tutto immotivato, visto che comunque sia la sala stampa, sia quella radio e web, sia l’orchestra, esprimono un loro vincitore con rispettivo premio, che il voto di queste giurie abbia un peso così rilevante nello scegliere il vincitore. Siamo arrivati quest’anno all’opposto, il voto popolare, vero e musicale, serve a compensare il voto di giornalisti, radiofonici e web, che si muove per logiche tutte sue e, obiettivamente, non rappresenta il gusto del pubblico votante.

Per essere chiari, se Geolier raccoglie, come ha raccolto, il sessanta per cento del voto popolare è incomprensibile come non abbia vinto, al di la dei gusti, dei generi, della provenienza geografica, del fatto che ogni fan ha la possibilità di dare cinque voti, o che si possa (con grandi costi, in realtà) organizzare truppe di votanti ad hoc, perché le regole attuali lo permettono. Se un voto popolare esiste e oggi il festival è visto davvero molto da chi ascolta la musica tutto l’anno, dovrebbe esser giusto che questa opinione fosse rispettata. E che radio, web e stampa dessero i propri giudizi per proprio conto. Il sessanta per cento del voto popolare è indiscutibile, voto peraltro pagato da chi lo ha espresso, che piaccia o no Geolier al quaranta per cento di chi non lo ha votato. Visto che le regole di Sanremo non sono state scritte su tavole immutabili, il prossimo direttore artistico dovrebbe occuparsi immediatamente di cambiarle.

P.s. Il sottoscritto nella tornata finale ha votato Ghali.

Leggi i commenti