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Lotteria Italia non più il 6 gennaio. Il governo: l’estrazione dei biglietti al Festival di Sanremo

Senato, primo via libera alla proposta di “trasloco” della serata dedicata ai tagliandi vincenti
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ROMA - “Il primo premio della Lotteria Italia va al biglietto serie…”. Milioni di italiani conoscono a memoria questa frase. Tagliando alla mano e incollati alla tv, ogni 6 gennaio sperano nella dea bendata. È la sera della Befana, quella della fortuna. Ma dall’anno prossimo si cambia. Il governo ci pensa. Anzi di più: la proposta viaggia spedita in Parlamento. Contenuta in una paginetta che mette nero su bianco l’idea del trasloco: l’estrazione della lotteria nazionale sul palco del Festival di Sanremo, a febbraio.

Al Senato è arrivato il primo via libera: la commissione Finanze, infatti, ha accolto positivamente il parere formulato dal relatore Filippo Melchiorre (FdI) al decreto ministeriale chiamato ad individuare le manifestazioni da abbinare alle lotterie nazionali che si terranno quest’anno (l’estrazione annuale della Lotteria Italia è in programma il 6 gennaio dell’anno successivo ndr). “Valuti il governo - recita un passaggio del parere – di assegnare all’Agenzia delle Dogan…

ROMA - “Il primo premio della Lotteria Italia va al biglietto serie…”. Milioni di italiani conoscono a memoria questa frase. Tagliando alla mano e incollati alla tv, ogni 6 gennaio sperano nella dea bendata. È la sera della Befana, quella della fortuna. Ma dall’anno prossimo si cambia. Il governo ci pensa. Anzi di più: la proposta viaggia spedita in Parlamento. Contenuta in una paginetta che mette nero su bianco l’idea del trasloco: l’estrazione della lotteria nazionale sul palco del Festival di Sanremo, a febbraio.

Al Senato è arrivato il primo via libera: la commissione Finanze, infatti, ha accolto positivamente il parere formulato dal relatore Filippo Melchiorre (FdI) al decreto ministeriale chiamato ad individuare le manifestazioni da abbinare alle lotterie nazionali che si terranno quest’anno (l’estrazione annuale della Lotteria Italia è in programma il 6 gennaio dell’anno successivo ndr). “Valuti il governo - recita un passaggio del parere – di assegnare all’Agenzia delle Dogane e monopoli, quale ente che gestisce direttamente la lotteria Italia, il compito di prevedere l’abbinamento alla trasmissione televisiva del Festival della canzone italiana di Sanremo”. E il governo, in commissione, ha detto sì.

Non solo. La proposta prevede che gli incassi aggiuntivi rispetto a quelli registrati nel 2023 vadano al Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo e alle Fondazioni lirico-sinfoniche. È la lotteria degli italiani che sostiene il teatro d’opera, ma anche la musica, la danza e le altre forme d’arte. E i luoghi simbolo del teatro d’opera, dalla Scala di Milano alla Fenice di Venezia, insieme alle altre dodici Fondazioni lirico-sinfoniche, da Nord a Sud.

La crisi della Lotteria Italia

Il Festival di Sanremo, dunque, per salvare la Lotteria Italia. L’ultima superstite di tutte le lotterie a estrazione differita. Fagocitate negli ultimi anni dalle scommesse online e dai tagliandi modalità “gratta e vinci”. A tal punto che dal 2011 “la lotteria della Befana” è l’unica estrazione non istantanea a essere ancora autorizzata dallo Stato.

A prenderne atto è l’Agenzia delle Dogane e dei monopoli. “Le ragioni della costante negativa nell'andamento delle lotterie ad estrazione differita – si legge nel dossier che accompagna il decreto ministeriale – sono da rinvenirsi per l’Agenzia, da un lato, nell'incremento esponenziale delle offerte di gioco, soprattutto quelle con prospettiva di vincita immediata, dall'altro, al fatto che si è perso il senso tradizionale dell'abbinamento a manifestazioni ed eventi conosciuti e apprezzati dal pubblico”. Ecco perché il Festival della canzone italiana, che quest’anno ha sbancato l’Auditel con ascolti record.

Il flop dei biglietti

Tra l’altro, spostare l’estrazione dal 6 gennaio a febbraio significa anche avere un mese in più per la vendita dei biglietti. Un margine che può tornare utile allo Stato dato che gli acquisti stanno andando a picco. Il 2023 è stato un anno "fortunato” con oltre 6,7 milioni di biglietti venduti, l’11% in più rispetto all’anno precedente, quando i biglietti comprati furono poco più di 6 milioni. Ma le cifre sono irrisorie se si confrontano con quelle degli anni Ottanta: nel 1988, per fare un esempio, furono venduti 37 milioni di tagliandi. In pratica un italiano su due confidava nella Lotteria Italia.

Anche gli anni Novanta, seppure in flessione, hanno rappresentato un periodo felice: nel 1996 si raggiunse quota 32 milioni di biglietti venduti. La discesa è iniziata dai primi anni Duemila; il capitombolo è arrivato con il Covid: l’Italia in lockdown, gli autogrill - tradizionale luogo d’acquisto - deserti, come i tabaccai e le edicole. Appena 4,5 milioni di biglietti venduti nel 2020. Ora si cambia. Sanremo, what else?

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