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‘I miei vinili’ di Riccardo Rossi, un po’ di tv sull’orlo magico del giradischi

Multischermo / Nuova stagione del programma dedicato alla musica “fisica”, sul filo dei ricordi e degli aneddoti
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Le dimensioni sono importanti e Riccardo Rossi ne è consapevole, per cui apre ogni puntata della nuova stagione de I miei vinili innalzando un 33 giri quasi a consacrarlo, per poi adagiarlo sul relativo piatto dotato di braccio meccanico. Ed è importante soprattutto la fisicità, quel toccare, spostare, alzare la puntina, con tanti saluti e forse anche sberleffi alla musica liquida: è il vinile che traccia il solco e bisogna azzeccarne il punto giusto.

C’è una nuova stagione di questa rubrica-divertissement, va su Rai1 il sabato quando è praticamente notte, la presenza su RaiPlay somiglia a una collezione, come si conviene per l’oggetto che qui viene esaltato. Come uscire dal nostalgismo puro, ma anche un po’ bieco, appostato dietro l’angolo in occasioni simili? Ovvio, spremendo la memoria e le suggestioni attaccate addosso alla medesima: e inseguendo ogni singolo spettatore in questa sfida. Per esempio nella puntata di debutto, andata a ridosso di Sanremo, c’era Amadeus in persona, un…

Le dimensioni sono importanti e Riccardo Rossi ne è consapevole, per cui apre ogni puntata della nuova stagione de I miei vinili innalzando un 33 giri quasi a consacrarlo, per poi adagiarlo sul relativo piatto dotato di braccio meccanico. Ed è importante soprattutto la fisicità, quel toccare, spostare, alzare la puntina, con tanti saluti e forse anche sberleffi alla musica liquida: è il vinile che traccia il solco e bisogna azzeccarne il punto giusto.

C’è una nuova stagione di questa rubrica-divertissement, va su Rai1 il sabato quando è praticamente notte, la presenza su RaiPlay somiglia a una collezione, come si conviene per l’oggetto che qui viene esaltato. Come uscire dal nostalgismo puro, ma anche un po’ bieco, appostato dietro l’angolo in occasioni simili? Ovvio, spremendo la memoria e le suggestioni attaccate addosso alla medesima: e inseguendo ogni singolo spettatore in questa sfida. Per esempio nella puntata di debutto, andata a ridosso di Sanremo, c’era Amadeus in persona, uno dei vinili proposti era di Hall&Oates, il pezzo scelto I cant’ go for that e a casa, alle prime note si poteva notare, o scoprire oppure riscoprire, che l’attacco del brano è lo stesso di Billie Jean di Michael Jackson. Con RR che, lasciato il tempo di pensarci un attimo, procedeva raccontando di MJ che alla registrazione di We are the world svela il furto con scasso ai due: e loro che abbozzano (a meno di non essere Al Bano, che gli volevi dire a Michael Jackson?).

E via così, con tipologia di ospiti variegata – intanto sono passati Damiano Gavino e, l’altra notte, la nuotatrice-star Simona Quadarella. Ma, a meno di gente combattiva sul tema e assai ferrata, è soprattutto sempre un Riccardo Rossi Show, felice e dilagante che strizza l’occhio ai suoi simili posizionati davanti allo schermo.

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“Smettetela di parlare tutti insieme: non si capisce una mazza. Non so come si dica in pakistano, ma non si capisce una mazza”. (A Dritto e rovescio su Rete4 Paolo Del Debbio tenta di moderare un acceso dibattito con ospiti multietnici).

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