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Se l’Eredità diventa un rifugio nel mainstream

(ansa)
Multischermo \ Su Rai1 il gioco condotto da Marco Lioni
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Esistono i piaceri per i quali ci si sente colpevoli ma anche l’esatto contrario: ovvero i dispiaceri, o qualcosa del genere, per i quali ci si assolve subito sentendoli come un dovere. Dev’essere più o meno questa la sensazione che si prova in certi sabato sera televisivi quando si vuole stare comunque nel mainstream: ma non si ha abbastanza coraggio per esagerare e sintonizzarsi sul gran finale di C’è Posta per te (altra stagione trionfale e, guardando le differenze di share tra il pubblico del nord e quello del sud, totalmente sbilanciato verso meridione, un esempio concreto di autonomia differenziata applicata da anni e senza ricorrere a riforme divisive). E quindi si sta altrove, consci di far parte di una minoranza: sono quei sabato sera nei quali a Rai1 fanno di necessità virtù e firmano almeno il registro delle presenze, mandando in onda una qualsiasi cosa.

Esistono i piaceri per i quali ci si sente colpevoli ma anche l’esatto contrario: ovvero i dispiaceri, o qualcosa del genere, per i quali ci si assolve subito sentendoli come un dovere. Dev’essere più o meno questa la sensazione che si prova in certi sabato sera televisivi quando si vuole stare comunque nel mainstream: ma non si ha abbastanza coraggio per esagerare e sintonizzarsi sul gran finale di C’è Posta per te (altra stagione trionfale e, guardando le differenze di share tra il pubblico del nord e quello del sud, totalmente sbilanciato verso meridione, un esempio concreto di autonomia differenziata applicata da anni e senza ricorrere a riforme divisive). E quindi si sta altrove, consci di far parte di una minoranza: sono quei sabato sera nei quali a Rai1 fanno di necessità virtù e firmano almeno il registro delle presenze, mandando in onda una qualsiasi cosa.

Che stavolta, e anche per le prossime due settimane, è la versione serale e allungata dell’Eredità, prezioso punto di riferimento di ogni giornata televisiva e, all’occorrenza, fornitrice appunto di appendici serali da portare a casa in qualche modo – stavolta anche con Sanremo come argomento di gioco per cui ci scappa anche un po’ di celebrazione per i 70 anni etc etc. A quel punto arrivano i vip a giocare - a occhio ce l’hanno tutti nel contratto - e pur essendo i soliti volti Rai di queste occasioni cercano di darsi comunque da fare. In più c’è il fine benefico della serata, per cui si cerca di far vincere più soldi possibile e si cambia il regolamento nel caso in cui qualche concorrente riesca a sbagliare lo stesso. In ogni caso poi ci si salva con Massimo Ranieri che canta Perdere l’amore: e lì ci si affretta a dare appuntamento al giorno dopo quando L’Eredità tornerà a far faville nel pre-serale con le sue Ghigliottine sempre più complicate. Tornando in scena, cioè, da protagonisti e non da tappabuchi votati al sacrificio a perdere contro le famiglie disastrate di C’è Posta.

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Tra una settimana, dopo sei mesi in onda, chiude l’edizione del Grande Fratello. Il vincitore sarà capolista del centrosinistra in Basilicata.

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