Gabriel Garko, smemorato e in canottiera ritorna in tv
di Silvia FumarolaLo avevamo lasciato due anni fa sulla pista di Ballando con le stelle, spericolato danzatore con svariati legamenti distrutti; ritroviamo Gabriel Garko smemorato nella miniserie Se potessi dirti addio di Simona e Ricky Tognazzi, dal 29 marzo su Canale 5, con cui torna alla fiction dopo sette anni. La trama è presto detta: la storia della bella dottoressa Elena (Anna Safroncik), madre di due figlie, che indaga sulla morte del marito, investito, si intreccia con quella di Marcello (Garko), che ha perso la memoria. Nel melò thriller il meccanismo è a orologeria, compreso il torso nudo del protagonista che appare qua e là. Dopo la doccia dialoga con l’infermiera coperto solo da un asciugamano legato in vita: «Te ne vai o mi spoglio davanti a te?». In canottiera abbraccia un albero del giardino. «Poteva essere un boscaiolo o uno scoiattolo» dice ironico il primario. «Sei la sua ultima speranza, dottoressa dei grandi traumi». Safroncik intanto si affida al commissario Francesco Venditti, (e…
Lo avevamo lasciato due anni fa sulla pista di Ballando con le stelle, spericolato danzatore con svariati legamenti distrutti; ritroviamo Gabriel Garko smemorato nella miniserie Se potessi dirti addio di Simona e Ricky Tognazzi, dal 29 marzo su Canale 5, con cui torna alla fiction dopo sette anni. La trama è presto detta: la storia della bella dottoressa Elena (Anna Safroncik), madre di due figlie, che indaga sulla morte del marito, investito, si intreccia con quella di Marcello (Garko), che ha perso la memoria. Nel melò thriller il meccanismo è a orologeria, compreso il torso nudo del protagonista che appare qua e là. Dopo la doccia dialoga con l’infermiera coperto solo da un asciugamano legato in vita: «Te ne vai o mi spoglio davanti a te?». In canottiera abbraccia un albero del giardino. «Poteva essere un boscaiolo o uno scoiattolo» dice ironico il primario. «Sei la sua ultima speranza, dottoressa dei grandi traumi». Safroncik intanto si affida al commissario Francesco Venditti, (evidentemente anche esperto erborista: «Le offro del tè verde, che è ricco di polifenoli, così si rilassa un po’»), per scoprire cosa è successo la notte in cui è stato investito il marito. Ma andiamo avanti.
Ormai per la psichiatra quella col Paziente 13 (chiamano Garko col numero della stanza) è una sfida, e prova a fargli rivivere il trauma che gli ha cancellato la memoria. Lo accompagna nel luogo in cui è stato ritrovato, suscitando una reazione emotiva: «Mi sta mandando a puttane il cervello». In una notte di pioggia va da lei, che prima chiama la polizia, poi riconosce l’intruso e gli apre in camicia di notte di seta. Come se stesse a casa sua, lui, che è bagnato fradicio, si spoglia in salotto e resta a torso nudo. Perplessità, e come darle torto, da parte della figlia adolescente della dottoressa.
Garko dice che aspettava da tempo un ruolo così: «Avevo bisogno di quello stacco, l’ho voluto, l’ho cercato. In realtà volevo prendermi un paio di anni di pausa, ma poi è arrivato il Covid e i tempi si sono allungati, però sono contento perché sono riuscito a tornare senza problemi. Ho rifiutato tante proposte. Questa era quella giusta, ora ho altri progetti di cui non posso parlare per scaramanzia». Lo smemorato Marcello gli è piaciuto perché è vulnerabile: «Spesso ho interpretato personaggi sicuri di sé, qui invece ho trovato maggiore fragilità. Ho notato che in questa serie si rispetta ancora la vecchia regola tv, secondo la quale ogni sette minuti deve succedere qualcosa».
E ironizza sulla coppia Tognazzi: «Girare con quei due pazzi è un’esperienza meravigliosa, continuano a comportarsi come se fossero a casa. Abbiamo assistito a liti, baci e Simona non smette mai di parlare, anche quando giriamo. Mi piace parlare con gli altri attori e i registi per plasmare il personaggio». «Quando giriamo, forse quando scrivo, ho un criterio: se non mi viene il brivido non do buona la scena», spiega Izzo. «Questo film è pieno di scene in cui ce l’ho avuto. È una storia che ti prende perché vuoi vedere come va a finire, come — senza fare paragoni — in tanti film di Hitchcock. Elena Vitale, una delle piccole interpreti, è la nipote di Alberto Matano. Ero a La vita in diretta, ho detto che cercavo una bambina che suonava il piano e lui mi ha detto: ce l’ho. Sono fiera del cast, due protagonisti belli, solari con zone d’ombra». La serie è melò, e le soap turche hanno invaso il palinsesto di Canale 5: ci sarà spazio per generi diversi? «Sui generi diversi posso dire che si impara dagli errori» dice il direttore della fiction Mediaset Daniele Cesarano «e io ne ho fatti tanti, realizzando prodotti che magari non sono piaciuti. Ho sempre pensato a come intrattenere il pubblico, non ho mai avuto l’idea di educarlo».