‘I migliori anni’, la Amazon della memoria con il catalogo della nostalgia
di Antonio DipollinaLa sensazione divenne precisa già tre o quattro edizioni fa, figuriamoci adesso. I migliori anni è un programma che va a rimestare nella nostalgia di decenni lontani, ma qui ormai siamo abbondantemente dentro la nostalgia delle prime edizioni de I migliori anni. Che esiste dal 2008, come passa il tempo, e da qui alla rievocazione della rievocazione è un attimo: fermo restando che il buonissimo riscontro di pubblico di quella iniziata sabato su Rai 1 dimostra che davanti alla tv la resistenza senile prosegue a oltranza.
L’impalcatura è la solita, ovvero vecchie glorie musicali, qualcuna non musicale, e ricordi. Il segreto è definire il tutto “viaggio nella memoria”, definizione che ha una sua dignità, quella che ormai il termine nostalgia ha perso del tutto. Ma è solo un buon trucco di abbellimento, c’è nostalgia eccome e chissà quanti sono quelli pronti a ribadire che una volta era meglio tutto e non perché si era giovani. Dibattito infinito, mentre Carlo Conti in una trama nella qual…
La sensazione divenne precisa già tre o quattro edizioni fa, figuriamoci adesso. I migliori anni è un programma che va a rimestare nella nostalgia di decenni lontani, ma qui ormai siamo abbondantemente dentro la nostalgia delle prime edizioni de I migliori anni. Che esiste dal 2008, come passa il tempo, e da qui alla rievocazione della rievocazione è un attimo: fermo restando che il buonissimo riscontro di pubblico di quella iniziata sabato su Rai 1 dimostra che davanti alla tv la resistenza senile prosegue a oltranza.
L’impalcatura è la solita, ovvero vecchie glorie musicali, qualcuna non musicale, e ricordi. Il segreto è definire il tutto “viaggio nella memoria”, definizione che ha una sua dignità, quella che ormai il termine nostalgia ha perso del tutto. Ma è solo un buon trucco di abbellimento, c’è nostalgia eccome e chissà quanti sono quelli pronti a ribadire che una volta era meglio tutto e non perché si era giovani. Dibattito infinito, mentre Carlo Conti in una trama nella quale c’è poco da inventare (la novità consiste in Giorgio Mastrota che procede alla televendita del gettone telefonico) butta nella mischia gente reclutata come in una Amazon della memoria, il catalogo è questo, i prezzi sono decenti e il tutto ti arriva a casa.
E poi ci sono i big veri, da Fausto Leali a Patty Pravo a un Carlo Verdone di chilometrica aneddotica per arrivare a Nile Rodgers, classe suprema. Viene però il dubbio che sia ormai di moda una (attenzione) narrazione diversa, come dimostra il successo di The voice senior, ovvero i migliori anni di quelli che non ce l’hanno fatta.
Ma la creatura di Conti – che deve reggere il sabato sera di Rai 1, mentre è sempre stato un programma da venerdì – ha una missione ulteriore: dire a quelli di Amici, sul fronte opposto, che saranno anche giovani e dentro la modernità, ma che da quest’altra parte l’azienda rimane attiva e, con la dovuta calma, li attende per quando i tempi saranno maturi.
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Quasi epica la partecipazione in prima puntata della mitologica Wilma De Angelis: 94 anni, inizia cantando su tonalità sconosciute rispetto all’orchestra, poi aggiusta il tiro e da lì è tutta discesa.