Bruno Testori, il controverso direttore di carcere interpretato da Luca Zingaretti nella serie drammatica Il re, è tornato con una seconda stagione ancora più estrema. La serie, dal 12 aprile su Sky e Now, riprende dove era terminata la prima, nel carcere di S. Michele ma i rapporti di forza ora sono cambiati. “Il nostro re è finito dietro le sbarre dove prima regnava, nel carcere dove prima era monarca assoluto con tutte le incognite che questo può comportare… per la sua storia e la sua incolumità” ha raccontato l’attore e produttore.
'Il re', torna la seconda stagione della serie con Luca Zingaretti. La clip in esclusiva
Che, pur chiarendo che la serie non è un atto di denuncia, non può fare a meno di sottolineare come la "situazione delle carceri in Italia" sia drammatica. "Siamo stati più e più volte sanzionati - ha ricordato - da organismi internazionali dalla comunità europea per lo stato delle nostre carceri per l'istituzione del 41 bis cose che voi sapete meglio di me, ma la situazione è ulteriormente peggiorata l'ultimo anno perché sono aumentati in maniera esponenziale i suicidi dei detenuti che non dovevano stare soprattutto in carcere perché erano incapaci di intendere e di volere o con problemi psichiatrici. Soprattutto - ha proseguito - è aumentato anche il numero dei suicidi degli agenti di custodia: questo significa che abbiamo delle strutture assolutamente fatiscenti dove mancano tutti quegli spazi e tutti quelle prerogative che sarebbero necessarie. Soprattutto manca idealmente proprio l'idea di carcere come luogo dove redimersi e dove fare delle esperienze che possano permettere un reintegro del detenuto nella società a diventano semplicemente delle strutture punitive dove si vive in maniera a volte bestiale. C'era un filosofo che diceva che lo stato di una cultura di un paese si misura a partire proprio dal sistema carcerario di quel paese io sono abbastanza d'accordo nel senso che è difficile parlare di questi temi in questo momento perché è un momento molto difficile di grande crisi di valori di grande crisi anche economiche".
Scritta da Peppe Fiore, Alessandro Fabbri e Federico Gnesini e diretta da Giuseppe Gagliardi la serie vede Bruno Testori rientrare nel suo regno questa volta come detenuto. Tornano Isabella Ragonese, che è Sonia Massini, ora comandante delle guardie penitenziarie del San Michele, Anna Bonaiuto nei panni del pubblico ministero che indaga sulla rete di illeciti e connivenze che fanno capo a Testori, Laura Lombardo, che nella nuova stagione verrà “promossa e trasferita” in un altro tribunale proprio per colpa sua, e Barbora Bobulova, l’ex moglie di Testori, un’agente dei servizi che lavora nel reparto cybersicurezza. New-entry nel cast di questa stagione sono Fabrizio Ferracane nei panni di Gregorio Verna, a capo dei servizi segreti, Thomas Trabacchi in quelli di un magistrato detenuto al San Michele, Vittorio Mancuso, Caterina Shulha che sarà Claudia Agosti, l'avvocata di Mancuso, e Stefano Dionisi nei panni di un detenuto del carcere che diventerà presto amico di Testori.
"Veniamo da un periodo che pensavamo ci avrebbe reso migliori – ha detto Zingaretti con riferimento alla pandemia – purtroppo - questo non è successo anzi è successo esattamente il contrario siamo usciti più incazzati di prima, più consapevoli del fatto che il mondo sta andando in una direzione che non è augurabile per nessuno. E oggi il pensiero semplice di una destra che dà risposte semplici a problemi complessi, come vediamo da un punto di vista politico sta avendo la meglio un po’ dappertutto e quindi è difficile parlare di un sistema carcerario da riformare. La nostra situazione ripeto è una situazione assolutamente drammatica spero che sia una situazione che possa cambiare a breve non sono tanto ottimista in questo senso perché significherebbe investire risorse importanti nella costruzione di nuove strutture. Da quando sono ragazzino che sento parlare di due cose il cinema è in crisi, e il sistema giudiziario, la giustizia che non funziona quindi insomma è una situazione complicata". Tornando alla serie infine Zingaretti ha detto: "Una terza stagione de Il Re? Io mi sono divertito a fare questa serie, l'ho amata e amo i miei compagni di viaggio – ha detto alla presentazione Zingaretti – Una terza stagione ci starebbe ma non dipende da me, al momento non se n'è parlato".