Discovery, la rete pigliatutto. Da Amadeus a Fazio ecco perché tutti cercano il terzo polo televisivo
di Silvia FumarolaDiscovery è la nuova frontiera. Il passaggio di Fabio Fazio dalla Rai al Nove ha fatto rumore ma è stato solo l’inizio, perché se è vero che la televisione è questione di abitudine, hanno capito tutti subito che superare le colonne d’Ercole del tasto numero sette del telecomando non sarebbe stato difficile. Il gruppo Warner Bros Discovery (terzo editore nazionale nel 2023 con l’8,6% nelle 24 ore), sta facendo una campagna acquisti che ricorda i tempi gloriosi in cui Rai e Mediaset si strappavano le star. A colpi di contratti milionari, certo, ma offrendo qualcosa in più. La libertà d’azione, la possibilità di sperimentare una visione. Quello che la Rai non ha più.
Amadeus pronto al passaggio sul Nove?
L’intrattenimento …
Discovery è la nuova frontiera. Il passaggio di Fabio Fazio dalla Rai al Nove ha fatto rumore ma è stato solo l’inizio, perché se è vero che la televisione è questione di abitudine, hanno capito tutti subito che superare le colonne d’Ercole del tasto numero sette del telecomando non sarebbe stato difficile. Il gruppo Warner Bros Discovery (terzo editore nazionale nel 2023 con l’8,6% nelle 24 ore), sta facendo una campagna acquisti che ricorda i tempi gloriosi in cui Rai e Mediaset si strappavano le star. A colpi di contratti milionari, certo, ma offrendo qualcosa in più. La libertà d’azione, la possibilità di sperimentare una visione. Quello che la Rai non ha più.
Amadeus pronto al passaggio sul Nove?
L’intrattenimento ben fatto intercetta lo spirito dei tempi, il costume (basta pensare ai varietà di Rai 3 che schieravano i comici, quelli di Fiorello su Rai 1 dove andavano tutte le star). Una chimera. E oggi la storia cambia. Fazio con Che tempo che fa ha reinventato il talk show, un marchio di garanzia. Amadeus, con il Festival di Sanremo e Affari tuoi ha portato viale Mazzini a risultati incredibili. Ed è stato trattato come uno qualsiasi, che ha fatto la metà del suo dovere. Tollerato. Perché nessuno voleva il busto all’entrata di viale Mazzini, ma insomma un’altra considerazione, sì. Quindi sembra proprio che la decisione sia stata presa, si aspetta l’incontro (formale) con il direttore generale Giampaolo Rossi martedì e poi dovrebbe esserci l’annuncio del Nove.
Crozza-Papa: "Ferragni ha fatto più ascolti di me? Devo solo aumentare i miei follower"
L’offerta del Nove: direttore dell’intrattenimento
Il canale illuminato da Fazio e da Maurizio Crozza, ha messo sul piatto un’offerta che al sessantunenne Amedeo Umberto Rita Sebastiani è sembrata la quadratura del cerchio: direttore dell’intrattenimento, che vuol dire inventare, costruire. In Rai il margine di manovra è zero, incastrata nella burocrazia e in una classe dirigente scelta a secondo di chi governa. E può andare bene un anno, che capitino (o restino) persone che sanno di cosa parlano, ma gli interlocutori cambiano e non c’è sempre da brindare.
Fiorello: “Dopo VivaRai 2 sono fermo”
Sembra che anche Fiorello, è Dagospia a rilanciare l’ipotesi su una fuga generale, sia pronto a seguire l’amico per qualche progetto insieme. E qui comincerebbero i dolori veri, perché il servizio pubblico perderebbe un fuoriclasse che illumina qualsiasi fascia oraria. Anche se a Viva Rai2 ha scherzato: “Io? Nessuno mi ha offerto niente e se mi offrono, sono blindato da un contratto con il mio divano. Dopo Viva Rai2 sono fermo, nulla”. Ma se lo chiamasse l’amico di una vita, sono tutti pronti a scommettere che non ci penserebbe due volte.
Fazio e i record di ‘Che tempo che fa’
Fazio, ogni domenica, con Che tempo che fa segna risultati notevoli: il pubblico che lo seguiva su Rai 3 lo ha ritrovato tutto. E ne ha conquistato altro, il record con l'intervista a Chiara Ferragni, con quasi 3 milioni di spettatori e il 14% di share dimostra che è davvero cambiato il mondo. Ma tutto il palinsesto del Nove rosicchia ascolti ed è in crescita, dall’access time strategico, difeso da Gabriele Corsi con Don't forget the lyrics col suo mezzo milione di spettatori.
Il pubblico è cambiato e la Rai arranca
Piccole televisioni crescono, le grandi, arrancando, cercano di mantenere le posizioni. Ma a soffrire di più è la Rai, che, stretta dalle imposizioni esterne, sembra non capire che anche il pubblico è cambiato. Tante le sollecitazioni che Amadeus avrebbe respinto: da alcuni cantanti a Sanremo, ad altre presenze da valorizzare. No, grazie. E ora a viale Mazzini fanno i conti: per il prossimo Sanremo in pole position è Carlo Conti, per il gioco dei pacchi il rampante Stefano De Martino. Ma sono solo caselle da riempire, la visione d’insieme manca. Fino alla prossima fuga di qualcuno.