Sanremo, la rivoluzione di Amadeus: le cinque edizioni che hanno cambiato la formula del Festival
di Andrea Pascoli“A modo mio saprò volare / Non è un addio, non è la fine, no / È perché ora so che voglio vivere la vita / Da domani voglio fare a modo mio” cantavano al Festival di Sanremo del 2005 Paola e Chiara, e le strofe del brano riecheggiano quest’oggi nel salutare il conduttore degli ultimi cinque Festival, Amadeus, in partenza dalla Rai per nuovi lidi lavorativi: la Terra promessa di Discovery. La notizia che non avrebbe condotto anche l’edizione 2025 della kermesse musicale più famosa d’Italia era nota già da tempo, ma il suo addio alla Rai ora rende concreta la questione della “successione”.
Un’avventura, quella di Amedeo Umberto Rita Sebastiani, iniziata nella Città dei fiori il 4 febbraio del 2020 con l’avvio della settantesima edizione di Sanremo, di cui è…
“A modo mio saprò volare / Non è un addio, non è la fine, no / È perché ora so che voglio vivere la vita / Da domani voglio fare a modo mio” cantavano al Festival di Sanremo del 2005 Paola e Chiara, e le strofe del brano riecheggiano quest’oggi nel salutare il conduttore degli ultimi cinque Festival, Amadeus, in partenza dalla Rai per nuovi lidi lavorativi: la Terra promessa di Discovery. La notizia che non avrebbe condotto anche l’edizione 2025 della kermesse musicale più famosa d’Italia era nota già da tempo, ma il suo addio alla Rai ora rende concreta la questione della “successione”.
Un’avventura, quella di Amedeo Umberto Rita Sebastiani, iniziata nella Città dei fiori il 4 febbraio del 2020 con l’avvio della settantesima edizione di Sanremo, di cui è stato conduttore e direttore artistico: il vero e proprio inizio di un’era. Un anno non di certo fortunato, il 2020, con un Festival andato in onda a un mese da quel lockdown che ha segnato l’Italia e il mondo intero, ma decisamente l’inizio della fortuna di Ama. “Cercheremo di fare un Sanremo che sia una celebrazione, ma che guardi anche alla novità” aveva rivelato a Billboard Italia a pochi giorni dalla sua prima volta, e da celebrazione e novità al successo oltre ogni aspettativa il passo è stato breve. Affiancato dall’amico di una vita Fiorello e da una schiera di co-conduttrici come Rula Jebreal, Diletta Leotta, Laura Chimenti, Emma D’Aquino, Sabrina Salerno, Georgina Rodriguez, Alketa Vejsiu, Antonella Clerici e Francesca Sofia Novello, il suo primo Festival non solo è filato liscio – come la lite tra Morgan e Bugo – ma ha fatto capire come in città fosse arrivato un nuovo re. Perché, proprio come Diodato – incoronato vincitore con Fai rumore – Amadeus ha saputo da subito far rumore: dalle novità apportate, al nuovo stile di conduzione, alle scelte musicali, fino alla reunion dei Ricchi e Poveri nell’originaria formazione a quattro.
Nel 2021 la sua seconda edizione, andata in onda in un particolare e delicato momento storico: nel pieno della pandemia di Covid-19, la manifestazione viene spostata da febbraio a marzo e, per la prima e unica volta, si svolge nella totale assenza di pubblico. Non di certo un Momento perfetto (come la canzone di Ghemon in gara quell’anno), ma il prode Ama, affiancato ancora una volta da Fiorello e da Matilda De Angelis, Elodie, Vittoria Ceretti, Barbara Palombelli, Beatrice Venezi e dagli ospiti fissi Zlatan Ibrahimovic e Achille Lauro, è riuscito comunque nell’impresa di far entrare nelle case degli italiani un po’ di Musica leggerissima (Colapesce Dimartino), portando un momento lieve nonostante le avversità. Nemmeno il Covid, infatti, è riuscito a far stare Ama e la sua squadra Zitti e buoni ma, anzi, con la salita sul gradino più alto del podio dei Maneskin con la loro omonima canzone, un vero e proprio inno alla vita, la musica del Belpaese è stata esportata all’estero, dove il gruppo ha poi conquistato anche l’Eurovision di quell’anno.
Passati due anni e giunti al 2022, era ormai chiaro a tutti come il successo di Ama e dei suoi Sanremo fosse una Questione di chimica (dal titolo del brano di Ditonellapiaga e Rettore, in gara quell’anno). Per il terzo anno consecutivo conduttore e direttore artistico, coadiuvato da Ornella Muti, Lorena Cesarini, Drusilla Foer, Maria Chiara Giannetta e Sabrina Ferilli, Amadeus ha così riscosso un ulteriore successo, facendo nuovamente emozionare l’oramai fedelissimo pubblico (ritornato pure in sala): l’ennesima edizione Perfetta così (canzone di AKA 7even), Insuperabile (Rkomi) e da Brividi, con incoronazione dell’accoppiata composta da Mahmood e Blanco. E dopo tre anni di successi, la questione era ormai chiara: Dove si balla (Dargen D’Amico), se non a Sanremo?
Ecco che dal 7 all’11 febbraio 2023 Amadeus, in coppia con Gianni Morandi, torna a Sanremo per una delle edizioni più seguite di sempre. Merito anche di Chiara Ferragni, Francesca Fagnani, Paola Egonu e Chiara Francini, che si sono divise come dei Supereroi (Mr. Rain) il palcoscenico dell’Ariston, diventato a tutti gli effetti il miglior prodotto Made in Italy. Una canzone, quest’ultima, che ha fatto passare alla storia quest’edizione per lo scandaloso e discusso bacio in bocca scambiato tra l’autore Rosa Chemical e il collega Fedez, in prima fila per supportare la moglie Chiara Ferragni. Col senno di poi, l’inizio di Un mare di guai (Ariete) per la coppia, oggi ai ferri corti, ma tutto sommato davvero Un bel viaggio (Articolo 31) questo Sanremo 2023, dal Furore di Paola e Chiara, ritornate in pompa magna sulla scena musicale, alle polemiche e al mistero intorno alla figura di Anna Oxa, passando per i Cugini di campagna arrabbiatissimi con i Maneskin per aver presumibilmente copiato i loro look, ai calci di Blanco alle rose della scenografia, alla commozione suscitata da Tananai con la sua Tango sulla guerra in Ucraina (e si ricorda a tal proposito la lettura di una missiva da parte del Presidente Zelensky), a Sergio Mattarella in tribuna d’onore, al trio di eterni ragazzi formato da Morandi, Al Bano e Massimo Ranieri, che si sono esibiti in un medley dei loro successi, fimo al trionfo di Marco Mengoni con Due vite, a dieci anni esatti dalla sua prima vittoria con L’essenziale.
Ed ecco infine il 2024 con l’edizione numero cinque, annunciata dal conduttore come la sua ultimissima: perché se c’è una cosa che ha insegnato Greta Garbo, è che all’apice bisogna lasciare. Neanche a dirlo, ancora una volta un tripudio, con Marco Mengoni, Giorgia, Teresa Mannino, Lorella Cuccarini e Fiorello come co-conduttori e con la musica dance che l’ha fatta da padrone: Ma non tutta la vita dei Ricchi e Poveri (veri vincitori morali), Un ragazzo una ragazza dei The Kolors, Apnea di Emma, Pazza di Loredana Bertè (che ha vinto il Premio della Critica dedicato proprio all’indimenticata sorella Mia Martini), Tuta gold di Mahmood e la follia collettiva generata dalla sua coreografia, Sinceramente di Annalisa, I p’ me, tu p’ te di Geolier (la cui non vittoria nonostante il successo al televoto ha scatenato un caso), fino alla vincitrice Angelina Mango con la sua La noia, tutti ingredienti per un successo senza precedenti. E a proposito di noia, si può davvero dire tutto di queste cinque edizioni di Amadeus, tranne che siano state noiose. Lunghe, sicuramente, ma avvincenti, fresche e divertenti. Che sarà (Ricchi e Poveri, Sanremo 1971) adesso del Festival (Carlo Conti e Paolo Bonolis i nomi più papabili per il 2025) non è ancora dato a sapersi. Di certo c’è solo una cosa: “E comunque andrà / L’addio non è una possibilità” (Coma_Cose, Sanremo 2023).