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Il ritorno di ‘Report’ è un’avventura emozionale

Sigfrido Ranucci, conduttore di Report (ansa)
Multischermo / Riparte su Rai 3 il programma condotto da Sigfrido Ranucci mentre nella tv pubblica infuria la polemica sul caso Scurati
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È tornato Report (Rai 3 la domenica sera) e più che mai ogni puntata è un’avventura emozionale per lo spettatore. Ancora di più nel weekend segnato dagli effetti del caso Scurati, per cui ci si ritrova con il programma d’inchieste feroci libero di agire, mentre la censura si abbatte sui monologhi brevi e antifascisti. Emozionale in quanto qualsiasi spettatore dabbene, via via che passano servizi, interviste e capoccioni in palese difficoltà di fronte all’incalzare delle domande, sente crescere la famosa indignazione che segna sì i tempi, ma non abbastanza, con ogni evidenza. E siamo alla millesima citazione della famosa frase: il giorno dopo Report, non succede mai niente. La qual cosa rende incomprensibile il niet della Rai a mandare questa estate le repliche del programma: se il giorno dopo non succede niente ad aprile, figuriamoci il giorno dopo a luglio.

È tornato Report (Rai 3 la domenica sera) e più che mai ogni puntata è un’avventura emozionale per lo spettatore. Ancora di più nel weekend segnato dagli effetti del caso Scurati, per cui ci si ritrova con il programma d’inchieste feroci libero di agire, mentre la censura si abbatte sui monologhi brevi e antifascisti. Emozionale in quanto qualsiasi spettatore dabbene, via via che passano servizi, interviste e capoccioni in palese difficoltà di fronte all’incalzare delle domande, sente crescere la famosa indignazione che segna sì i tempi, ma non abbastanza, con ogni evidenza. E siamo alla millesima citazione della famosa frase: il giorno dopo Report, non succede mai niente. La qual cosa rende incomprensibile il niet della Rai a mandare questa estate le repliche del programma: se il giorno dopo non succede niente ad aprile, figuriamoci il giorno dopo a luglio.



La parte corposa di puntata era una inchiesta su cose d’Albania, che gettava una luce un po’ così sui recenti accordi tra Italia e i dirimpettai. Siccome certi soloni hanno sentenziato che Scurati andasse oscurato in quanto ci sono le elezioni, allora quello che l’inchiesta dalla band Ranucci faceva intravedere dovrebbe far stravincere Potere al Popolo alle prossime. E sorvoliamo su certi squarci da brivido – altre emozioni – che si aprivano su quello che viene chiamato Deep State, il potere nascosto e irraggiungibile. Infine gli aggiornamenti su Santanchè: si è scoperto che la ministra, sulle famose questioni sarebbe stata disposta a concedere un’intervista, ma soltanto in diretta. Ranucci ha spiegato che il protocollo del programma non lo prevede. Mettiamo che abbia un senso (ma è dura trovarlo) mettiamo che Santanchè abbia detto così - ha lasciato intuire il conduttore - proprio perché conosceva il protocollo e ha giocato d’astuzia, ma gli altri talk show, quelli in diretta sempre e che si trascinano stancamente, non ne vogliono approfittare? Altro che emozioni, a quel punto.

***“

E ricordatevi: la Rai ha fatto anche cose buone” (Fiorello, Viva RaiDue)

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