Anche in tv c’è bellezza in periferia
di Antonio DipollinaIn questioni Rai, a distanza siderale – e per fortuna – dal cicaleccio quotidiano e dalle sue censure e indignazioni al sugo, vale sempre la pena dare uno sguardo ogni tanto alla produzione periferica. Quella che per esempio sotto l’egida di Rai Cultura (settore che forse a certi dirigenti fa venir voglia di maneggiare armi a Capodanno) continua in forma resistenziale, e se ne parla oggi. Su Rai 5 una delle rubriche più feconde è sempre Art Night (Il mercoledì sera), con Neri Marcorè a introdurre ogni puntata tra percorsi artistici che cercano di sparigliare spesso e volentieri l’ortodossia. Vedi lo speciale passato ieri – recuperabile su RaiPlay – realizzato da Linda Tugnoli e con questo titolo: Il volto e l’anima. Indagine sul ritratto. Dice: ma in queste cose è sempre meglio fare anche colpo. Eccoci qui: un autorevole studio ha sentenziato che ormai la famosa Intelligenza Artificiale è in grado di creare volti umani che nessuno, ma proprio nessuno, può distinguere da quelli reali. …
In questioni Rai, a distanza siderale – e per fortuna – dal cicaleccio quotidiano e dalle sue censure e indignazioni al sugo, vale sempre la pena dare uno sguardo ogni tanto alla produzione periferica. Quella che per esempio sotto l’egida di Rai Cultura (settore che forse a certi dirigenti fa venir voglia di maneggiare armi a Capodanno) continua in forma resistenziale, e se ne parla oggi. Su Rai 5 una delle rubriche più feconde è sempre Art Night (Il mercoledì sera), con Neri Marcorè a introdurre ogni puntata tra percorsi artistici che cercano di sparigliare spesso e volentieri l’ortodossia. Vedi lo speciale passato ieri – recuperabile su RaiPlay – realizzato da Linda Tugnoli e con questo titolo: Il volto e l’anima. Indagine sul ritratto. Dice: ma in queste cose è sempre meglio fare anche colpo. Eccoci qui: un autorevole studio ha sentenziato che ormai la famosa Intelligenza Artificiale è in grado di creare volti umani che nessuno, ma proprio nessuno, può distinguere da quelli reali. E allora, dov’è l’effetto pop?
Per esempio nel fatto che in Francia un pool di creativi, Obvious, ha usato un algoritmo con 14mila ritratti della storia umana, ne ha creato una sintesi suprema, ne è uscito un quadro e il quadro è stato venduto da Christie’s a mezzo milione di euro. E adesso andate a dire a quelli di Obvious che l’IA è dannosa. Lo speciale diventava poi un excursus sulla storia della ritrattistica nell’arte e nella fotografia a seguire, il tutto a base di Degas che viaggiava sui mezzi pubblici a scrutare volti, o di Leonardo che se scopriva per strada un volto interessante seguiva il possessore per l’intera giornata, o almeno così raccontava lui. Il tutto con incursioni che vanno ovunque, tra neuroscienze e nuovi algoritmi, per tornare là, come rileva Michele Smargiassi nel finale, all’IA: quella che alla fine possiede però solo l’esistente e ciò che è esistito. E allora la soluzione sarebbe ricreare la realtà e la sua percezione, a caccia di nuova bellezza inedita. Vasto programma.
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Sabato a I Migliori Anni arrivano Eric Burdon, Christopher Cross e Midge Ure.