Una tv all’altezza della Liberazione
di Antonio DipollinaIl 25 aprile di Sergio Mattarella è trascorso a Civitella in Val di Chiana, fuori Arezzo. Il 29 giugno prossimo saranno ottant’anni dall’eccidio nazista che trafisse quel luogo, dentro una storia che è tra le più efferate della fase più arroventata dell’occupazione nazista. La sera dello stesso 25 aprile Rai Storia ha mandato un bellissimo e breve doc sugli eventi di allora: Il portafoglio di Giuseppe. È un oggetto che oggi la figlia, Ida Balò, mostra alla telecamera: apparteneva al padre che tentava di nascondersi da quelli della Divisione Goering, il portafoglio è bucato da proiettili e sporco di sangue.
La storia di quella strage, ricostruita molto bene da Emanuela Lucchetti, non è pura rievocazione: quella storia è stata controversa per decenni, i tedeschi operarono una rappresaglia dopo un’azione partigiana, il responsabile di quell’azione non ha vissuto una vita serena e libera dai sensi di colpa. Di recente, il processo, molti chiarimenti, un libro provvidenziale e infine, una …
Il 25 aprile di Sergio Mattarella è trascorso a Civitella in Val di Chiana, fuori Arezzo. Il 29 giugno prossimo saranno ottant’anni dall’eccidio nazista che trafisse quel luogo, dentro una storia che è tra le più efferate della fase più arroventata dell’occupazione nazista. La sera dello stesso 25 aprile Rai Storia ha mandato un bellissimo e breve doc sugli eventi di allora: Il portafoglio di Giuseppe. È un oggetto che oggi la figlia, Ida Balò, mostra alla telecamera: apparteneva al padre che tentava di nascondersi da quelli della Divisione Goering, il portafoglio è bucato da proiettili e sporco di sangue.
La storia di quella strage, ricostruita molto bene da Emanuela Lucchetti, non è pura rievocazione: quella storia è stata controversa per decenni, i tedeschi operarono una rappresaglia dopo un’azione partigiana, il responsabile di quell’azione non ha vissuto una vita serena e libera dai sensi di colpa. Di recente, il processo, molti chiarimenti, un libro provvidenziale e infine, una sorta di cerimonia di riconciliazione cittadina il cui racconto è emotivamente fortissimo.
Lo speciale in questione ha segnato un 25 aprile di Rai Storia davvero all’altezza della situazione – e ovviamente di questi tempi non è la cosa più scontata da dire. Fin dal mattino una sequenza continua, legata dai raccordi di Carlo Lucarelli, con decine di rievocazioni filmate, testimonianze, racconti. Si è rivisto un Sandro Pertini parlare di libertà e spiegare che senza giustizia sociale la libertà è parola vuota - chissà che gli direbbero oggi. Si sono rievocate altre stragi, si è raccontato dei migliori resistenti di allora. È suonato come una sorta di controcanto, di fronte al neghittoso fluire dei cambiamenti attuali. E con il clou di Civitella e di chi era ragazzino allora e racconta quei giorni: e la storia somiglia in maniera dannata alla vita vera, a mille miglia da ogni retorica.
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Da tre giorni, e durerà fino al 29, uno sciopero alla Nielsen impedisce di conoscere i risultati Auditel relativi ai singoli programmi della tv. E la vita è migliorata di colpo.