In mezz’ora, il talk show fatto di storie
di Antonio DipollinaIl titolo è rimasto quello delle origini, un marchio riconoscibile e in più, con la durata attuale, la certezza di offrire al pubblico il triplo di quanto si promette. In mezz’ora, talk della domenica pomeriggio di Rai3, dura infatti un’ora e mezza e prova a distinguersi da tutto quello che vi somiglia in tv. Anzi, sarà un’impressione, e forse è anche un elogio, il programma condotto da Monica Maggioni sembra rivolgersi soprattutto a chi non guarda un talk-show che sia uno, nel resto della settimana.
Se ci si comporta così, con benefici inevitabili all’umore nonché alle principali funzionalità del proprio organismo, allora la domenica su Raitre si ha l’impressione che in tv si possano trattare temi cruciali, riservare il giusto – ovvero poco, così imparano – a quelli della politica-cicaleccio di casa nostra e far passare nell’arco di tempo anche il Sahel territorio incubatrice di terrorismi islamici o l’allarme planetario per la diffusione della dengue.
Maggioni non è esattamente un m…
Il titolo è rimasto quello delle origini, un marchio riconoscibile e in più, con la durata attuale, la certezza di offrire al pubblico il triplo di quanto si promette. In mezz’ora, talk della domenica pomeriggio di Rai3, dura infatti un’ora e mezza e prova a distinguersi da tutto quello che vi somiglia in tv. Anzi, sarà un’impressione, e forse è anche un elogio, il programma condotto da Monica Maggioni sembra rivolgersi soprattutto a chi non guarda un talk-show che sia uno, nel resto della settimana.
Se ci si comporta così, con benefici inevitabili all’umore nonché alle principali funzionalità del proprio organismo, allora la domenica su Raitre si ha l’impressione che in tv si possano trattare temi cruciali, riservare il giusto – ovvero poco, così imparano – a quelli della politica-cicaleccio di casa nostra e far passare nell’arco di tempo anche il Sahel territorio incubatrice di terrorismi islamici o l’allarme planetario per la diffusione della dengue.
Maggioni non è esattamente un modello di empatia immediata ma questo le fa gioco, lasciando immaginare a chi guarda di trovarsi in una dimensione informativa a respiro internazionale, nella quale non si vellica questo o quello per suscitare emozioni e magari correre subito a commentare sui social. Giusto o sbagliato, In Mezz’ora si distingue comunque, anche per questo: o almeno, nel provarci.
Nella recente puntata, in apertura, un approfondito passaggio sul caso dei pestaggi al minorile Beccaria di Milano. Siamo nella stessa tv di Mare Fuori, suonava quasi sacrilego raccontare che gli IPM, su al Nord, sono probabilmente meno forieri di emozioni in sboccio. E suonava quasi insostenibile il tono mesto degli esperti chiamati a parlarne, costretti all’elenco di buone intenzioni di fronte a una realtà che ogni giorno si ripresenta pronta a mangiarsi viva ogni speranza di miglior futuro.
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“Perché le persone così ansiose di andare in battaglia sono quelle che non ci sono mai state?” (Lord Yoshi Toranaga, Sh?gun, Disney+)