Carlo Conti, l’egemonia del pop e della sicurezza
di Antonio DipollinaTrattare il rilancio egemonico di Carlo Conti è complicato: a meno di chiuderla in fretta usando i luoghi comuni, la sicurezza che trasmette, l’assenza di rischi, l’unico vero erede della modalità Baudo etc etc. Conti è reduce da due serate consecutive di Rai 1, con eventi distanti tra di loro e lui era lì, a offrire centralità.
Quella dei David di Donatello è la classica occasione nella quale ci si rassegna alle litanie dei molti che eccepiscono. E mai nessuno che abbia spiegato come si dovrebbe gestire in tv una serata così aliena: in pratica, i David sono un’emergenza annuale. Quelli del cinema adesso vanno orgogliosi degli ascolti della serata, ma non possono dirlo più di tanto: sanno bene che il l…
Trattare il rilancio egemonico di Carlo Conti è complicato: a meno di chiuderla in fretta usando i luoghi comuni, la sicurezza che trasmette, l’assenza di rischi, l’unico vero erede della modalità Baudo etc etc. Conti è reduce da due serate consecutive di Rai 1, con eventi distanti tra di loro e lui era lì, a offrire centralità.
Quella dei David di Donatello è la classica occasione nella quale ci si rassegna alle litanie dei molti che eccepiscono. E mai nessuno che abbia spiegato come si dovrebbe gestire in tv una serata così aliena: in pratica, i David sono un’emergenza annuale. Quelli del cinema adesso vanno orgogliosi degli ascolti della serata, ma non possono dirlo più di tanto: sanno bene che il lato pop ha consentito quei numeri, o almeno li ha agevolati, e che se la serata fosse trascorsa tra ringraziamenti, rosicate di sconosciuti e specifico filmico, metà della platea sarebbe fuggita.
La sera dopo, sabato, Conti ha chiuso l’ennesima stagione de I migliori anni. Secondo la vulgata, il programma che lo diverte davvero — ed è più che comprensibile. Al netto dello scoramento che i coetanei alla tv provano di fronte agli artisti che tornano e stanno drasticamente passando dai settanta, nei quali si è arzilli ragazzi, agli ottanta, nei quali si è altro, rimane l’intrattenimento più onesto in circolazione. Conti ne è un socio-sostenitore, uno stakeholder o qualcosa del genere, con un misto di devozione e riconoscenza — e nostalgie appresso, compresa quella per i gettoni telefonici.
Adesso, all’orizzonte, la vera emergenza nazionale: il prossimo Sanremo. E Conti c’è — l’eventuale ticket con Alessandro Cattelan consentirà blande gag tra giovane e meno giovane, ma non c’è mica questa gran differenza. Finché un giorno l’emergenza diventerà palese: a quel punto, in modalità protezione civile, ma come il suadente mastino che è, Conti stringerà il gettone telefonico che porta in tasca e si lancerà nell’avventura.
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Non solo ritorna Sandokan, ma tra un paio di settimane Canale 5 manda una nuova miniserie spagnola con protagonista Zorro. Un eroe dei baby boomer, che erano GenZ e non lo sapevano.