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Gli incubi del gigante Antonino Cannavacciuolo

Multischermo \ Su Sky e Now la nuova stagione di ‘Cucine da incubo’
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Il programma, arrivato alla decima edizione, è sempre lo stesso. Lo svolgimento è identico a ogni puntata, il finale pure, la morale è sempre quella. E quindi ci dev’essere un motivo supplementare per il persistere di Cucine da incubo (SkyUno, il giovedì sera, e sulla piattaforma Now), ovvero il simpatico format, appena ripartito, nel quale il super-stellato Antonino Cannavacciuolo arriva in ristorantini negletti e trattorie malandate, le fa risorgere a nuova vita e risolve tutto. Anche per questioni di corporatura, ai meno giovani lo chef ricorda il gigante Grissino della pubblicità, ma è molto meno pacioso. Stavolta è partito da un posto vicino a Grosseto nel quale l’impresa disperata era di riempire di clienti un ristorante italo-cubano desolatamente vuoto: e che per di più si chiama Il rifugio del Ghiottone – appunto, una missione impossibile. Va da sé, dentro imperava il caos umano e organizzativo, con risultati disastrosi sul prodotto finito.

Il programma, arrivato alla decima edizione, è sempre lo stesso. Lo svolgimento è identico a ogni puntata, il finale pure, la morale è sempre quella. E quindi ci dev’essere un motivo supplementare per il persistere di Cucine da incubo (SkyUno, il giovedì sera, e sulla piattaforma Now), ovvero il simpatico format, appena ripartito, nel quale il super-stellato Antonino Cannavacciuolo arriva in ristorantini negletti e trattorie malandate, le fa risorgere a nuova vita e risolve tutto. Anche per questioni di corporatura, ai meno giovani lo chef ricorda il gigante Grissino della pubblicità, ma è molto meno pacioso. Stavolta è partito da un posto vicino a Grosseto nel quale l’impresa disperata era di riempire di clienti un ristorante italo-cubano desolatamente vuoto: e che per di più si chiama Il rifugio del Ghiottone – appunto, una missione impossibile. Va da sé, dentro imperava il caos umano e organizzativo, con risultati disastrosi sul prodotto finito.

Lì, Cannavacciuolo – ovviamente siamo in un format diciamo assai pettinato – fa quello che può per non sembrare solo l’uomo forte che arriva e risolve tutto. Il guaio è che alla fine il senso è quello: lo chef però riesce a virare la narrazione gastro-umana sintetizzandola più o meno con uno slogan del tipo: “Basta c.zte e datevi da fare”. Al netto di qualche facilitazione – grazie all’intervento di munifici sponsor, i locali vengono ristrutturati e abbelliti: e in un paio di giorni l’insieme diventa il Floridita dell’Avana - uno che si presentasse con quello slogan e quel piglio alle elezioni farebbe il pieno dei voti della parte sana del paese. A patto che gli sponsor anche in quel caso diano una robusta mano – o manata, come da abitudine dello chef.

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A giudicare dal clima che si coglie qui e là, ci sono molti onesti cittadini elettori che hanno reagito al mancato duello tra le leader in tv più o meno come quando a scuola entrava il bidello, avvertiva che il professore aveva il raffreddore e quindi addio interrogazione.

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