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‘Il simpatizzante’, la serie tv che sorprende: quattro ruoli per Robert Downey jr

Multischermo / Su Sky Atlantic e Now la serie diretta da Park Chan-wook con un super cast
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Il gioco è di sottolineare con vigore quello che si capisce e fa colpo da subito, ovvero la presenza di Robert Downey jr – fresco di Oscar per Oppenheimer – che interpreta quattro ruoli diversi. E la scena nella quale tutti i quattro personaggi sono seduti allo stesso tavolo. E poi la presenza di Sandra Oh – assai intrigante e che parte da una questione riguardante le seppie che qui non si può proprio descrivere – celebre per Grey’s Anatomy: e a un certo punto arriva anche David Duchovny, e tra X-Files e Californication c’è un sacco di memoria recente da mettere in pista.

In più è una storia che ha il Vietnam come punto di riferimento, nel senso di una guerra e di quella guerra in particolare, quando la si pensava in un modo o nell’altro e si era a posto con sé stessi. L’insieme però va a comporre una miniserie di grandi ambizioni, Il simpatizzante, targata HBO, da ieri su Sky Atlantic e Now. La dirige un nome di livell…

Il gioco è di sottolineare con vigore quello che si capisce e fa colpo da subito, ovvero la presenza di Robert Downey jr – fresco di Oscar per Oppenheimer – che interpreta quattro ruoli diversi. E la scena nella quale tutti i quattro personaggi sono seduti allo stesso tavolo. E poi la presenza di Sandra Oh – assai intrigante e che parte da una questione riguardante le seppie che qui non si può proprio descrivere – celebre per Grey’s Anatomy: e a un certo punto arriva anche David Duchovny, e tra X-Files e Californication c’è un sacco di memoria recente da mettere in pista.

In più è una storia che ha il Vietnam come punto di riferimento, nel senso di una guerra e di quella guerra in particolare, quando la si pensava in un modo o nell’altro e si era a posto con sé stessi. L’insieme però va a comporre una miniserie di grandi ambizioni, Il simpatizzante, targata HBO, da ieri su Sky Atlantic e Now. La dirige un nome di livello come Park Chan-wook e si tratterebbe di una spy story col passo da black comedy. Ma non è così semplice.

Il vero protagonista è il Capitano (Hoa Xuande, futura star assicurata) giovane spia comunista che alla caduta di Saigon sale su un aereo che parte tra le bombe ed è diretto a Los Angeles. Dove la comunità di rifugiati attende lui, il generale che deve tenere d’occhio e un sogno americano a cui lui tiene pochissimo: ma a quel punto non solo ne approfitta, ma si ritrova a continuare da LA la sua missione spionistica. Tutto è tratto dall’omonimo romanzo (Neri Pozza) scritto da Viet Thanh Nguyen e che vinse anni fa il Pulitzer per la narrativa.

L’effetto di tutto quanto è assai complesso: il taglio è cinematografico quasi d’altri tempi e tutto è sorprendente sempre, o quasi. La curiosità sarà nello scoprire se un lavoro come questo, in miniserie e non al cinema, riuscirà ad andare oltre la soglia consueta, ossia bassa, dell’attenzione per lavori che spiazzano parecchio.

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Alle ironie sul nome Giorgia da scrivere sulla scheda la premier ha replicato: “Dovevo dire Sbirulino?”. Non ha idea di quanti avrebbero sospirato di nostalgia e sarebbero corsi felici alle urne.

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