Carlo Conti a Sanremo: “Cambierò qualcosa nel regolamento. Obiettivo: fare musica, fare festa, tenere alto il nome del Festival”
Silvia FumarolaCarlo Conti a Sanremo nel 2017
In un’arida stagione per la Rai — dal punto di vista creativo e dei numeri — ha portato ascolti sicuri con Tale e quale e I migliori anni. Quando Amadeus ha detto no al suo sesto Festival di Sanremo, a Viale Mazzini hanno puntato su Carlo Conti, il predestinato, l’unica alternativa. Prima le voci, ora l’annuncio ufficiale al Tg1. Blindato per due anni come direttore artistico e conduttore, per costruire una continuità.
Conti è l’usato sicuro, detto col massimo rispetto — l’affidabilità è merce rara. Sa benissimo cosa sia la macchina del Festival, avendo già condotto tre edizioni, dal 2015 al 2017. «I Conti tornano» ironizza «torno a Sanremo dopo sette anni. Cercherò di riprendere il lavoro portato avanti alla grande dalle due edizioni fatte da Claudio Baglioni e dalle cinque, alla grandissima, di Amadeus. Ho accettato grazie al grande affetto della nostra azienda, dall’amministratore delegato a…
In un’arida stagione per la Rai — dal punto di vista creativo e dei numeri — ha portato ascolti sicuri con Tale e quale e I migliori anni. Quando Amadeus ha detto no al suo sesto Festival di Sanremo, a Viale Mazzini hanno puntato su Carlo Conti, il predestinato, l’unica alternativa. Prima le voci, ora l’annuncio ufficiale al Tg1. Blindato per due anni come direttore artistico e conduttore, per costruire una continuità.
Conti è l’usato sicuro, detto col massimo rispetto — l’affidabilità è merce rara. Sa benissimo cosa sia la macchina del Festival, avendo già condotto tre edizioni, dal 2015 al 2017. «I Conti tornano» ironizza «torno a Sanremo dopo sette anni. Cercherò di riprendere il lavoro portato avanti alla grande dalle due edizioni fatte da Claudio Baglioni e dalle cinque, alla grandissima, di Amadeus. Ho accettato grazie al grande affetto della nostra azienda, dall’amministratore delegato al direttore generale al direttore intrattenimento, fino alla signora delle pulizie, ai cameramen, ai tecnici, ho sentito questo tifo per me che mi ha fatto dire: torniamo». E Amadeus, da settembre protagonista sul Nove, gli ha fatto il suo in bocca al lupo, si sono sentiti e parlati.
Conti ha l’aria soddisfatta, dice che vuole portare leggerezza: «Ho ricevuto quasi più messaggi oggi rispetto a quando è nato mio figlio» spiega sorridendo, «mia moglie ha visto al Tg1 le immagini del mio festival e ha detto: “Come eri giovane!”. È stata una bella carica di energia... L’unica cosa che rimane ancora è il colore della pelle e la voglia di fare musica e fare festa, di tenere alto il nome di Sanremo». Ascolterà le canzoni a casa, nello studio dove tiene i dischi, è tutto prematuro: «Il regolamento? Forse sì, cambierò qualcosa, vedremo, ci sto pensando, qualche novità ci sarà».
Poco più di un mese fa, Conti spiegava in un’intervista a Repubblica che voleva capire se avesse ancora l’orecchio «perché la cosa importante sono le canzoni, per il resto il festival è una trasmissione in diretta». E lui è sempre stato padrone sul palco, Giorgio Panariello raccontava che gli mandava i messaggi durante i festival, sicuro che gli avrebbe scritto a fine serata. Invece no, l’amico rispondeva tra un’esibizione e l’altra dei cantanti. Quando si dice avere la situazione sotto controllo.
Così a 63 anni, il conduttore mai incendiario e mai pompiere, a suo modo un democristiano — perfetto per questi tempi incerti — è parso l’unico in grado di fare l’impresa dopo i Festival dei record targati Amadeus. Perché il Sanremo 2025 è un banco di prova non da poco dopo che, con l’amico Fiorello, Amedeo Umberto Rita Sebastiani ha trasformato il festivalone riportando i giovani davanti alla tv: altro che X Factor, sul palco dell’Ariston la generazione Z si è sentita compresa e rappresentata. E l’imperativo ora è difendere quei numeri da fantascienza, con l’ultima puntata seguita da 15 milioni di spettatori e il 90% di share al momento della proclamazione della vincitrice Angelina Mango.
Con i suoi varietà formato famiglia, Conti si è conquistato un pubblico fedele. Conosce la musica (come Amadeus è nato alla radio), verbo preferito “pedalare”, nel 2025 festeggia 40 anni in Rai; nemico dei toni trionfalistici, è uno del pubblico, ed è stimato dai cantanti; per la Rai proteggere la cassaforte Sanremo è un imperativo. Conti dice con orgoglio che ama «riunire davanti alla tv nonni e nipoti»; si fa presto a dire «bisogna sperimentare», ma Alessandro Cattelan, per cui qualcuno faceva il tifo, è ancora acerbo per un evento così grande. E guardandosi intorno, nella fila dei “giovani” il salvatore della patria sanremese per ora non c’è. Il tempo gioca a suo favore, avendo avuto l’incarico già a maggio.
«Ci sono step precisi» spiega Conti, «adesso c’è la cosa più importante, il regolamento, poi ascolteremo le canzoni delle nuove proposte e quelle dei big. Come ultima cosa c’è la squadra sul palco per la presentazione, gli ospiti e quello che ne deriva». Chiamerà Pieraccioni e Panariello? «Credo di no, almeno non in presenza fissa, penso di alternare tutte le sere qualcosa di diverso». Se sarà fedele ai suoi propositi, niente maratone: serate del festival dai tempi umani, cosa di cui gli italiani sentitamente lo ringraziano in anticipo.